
TORINO – Eugenio Chacarra detto Chaki ha vinto l’Open d’Italia 2026 di golf. Lo ha fatto da dominatore assoluto, partendo leader (+2) e arrivando ancora più leader in clubhouse (+5) senza il minimo segno di cedimento. Nemmeno la cappa tropicale che ha messo radici su Torino è riuscita a rallentare la sua marcia trionfale.
di Sauro Legramandi
188 centimetri per un fisico possente (diversi i chili persi prima di rientrare sul circuito europeo), Eugenio Chacarra alla Mandria ha conquistato il secondo trofeo in un mese, dopo il KLM Open di Amsterdam a inizio giugno. Domenica ha chiuso la campagna d’Italia con un percorso netto: cinque birdie, un eagle e nemmeno un bogey (in settantadue buche ne ha messi a segni solo tre). Uno score che gli vale un premio da 510mila dollari, il pass per l’Open Championship 2026 e un bel salto nel ranking mondiale (mercoledì era il numero 87).
“Vincere qua è una grande soddisfazione, è stata una bella sfida oggi. È quello che sognavo fin da bambino, giocare contro professionisti di questo calibro. Sono molto orgoglioso di come ho giocato e di come mi sono gestito oggi – ha commentato Chaki -. L’eagle alla buca 15 ha chiuso la gara? Nel golf non si deve mai pensare di avercela fatta. Però ammetto che quella è la mia buca preferita di questo campo”.
Eugenio Chacarra dal LIV all’Open d’Italia di golf
Eugenio Chacarra è uno dei primi pentiti del golf. Nel 2022 fece scalpore il suo salto carpiato dallo status di amateur a quello di professionista a libro paga del LIV Golf Tour. Tre anni e circa 19 milioni di dollari dopo, Chaki ha salutato la superlega araba “perché i soldi non sono tutto. Non sono dispiaciuto di quella scelta – ha ribadito a Torino – perché è stata una grande opportunità per me e la mia carriera. Anche per i soldi, non lo nascondo. Non ho rimpianti per quella scelta. Poi mi è venuta la voglia di giocare sul DP World Tour, i Major e, un giorno, sul PGA”.
Nel 2025 lo spagnolo è rientrato nei ranghi del DP World quasi in punta di piedi. Passare inosservati per chi gioca un golf così potente e preciso è molto difficile. giovedì pomeriggio il vicecapitano di Francesco Molinari lo ha inserito tra le potenziali facce nuove di una delle prossime Ryder Cup.
Wallace e Niemann i due piazzati

A tenergli testa ci ha provato Matt Wallace, compagno di team insieme a Joaquin Niemann. L’inglese con il sogno di giocare prima o poi una Ryder ha anche realizzato un eagle alla buca 1 ma Chaki non si è scomposto. Forse la stanchezza o i quattro putt necessari per chiudere il par 4 della buca 2 hanno invece rovinato la giornata del cileno, sembrato incontenibile nelle prime 45 buche di questo Open. Alla fine, un terzo posto (-18) con tanto amaro in bocca.
Dietro i tre compagni di team una topten da porta girevole anche per le condizioni del campo, sempre più duro col passare delle ore e l’aumento della temperatura.
Matteo Cristoni miglior azzurro
Per trovare il primo tricolore biancorossoverde nella classifica è necessario arrivare alla posizione numero 11: il miglior italiano all’Open d’Italia 2026 è stato Matteo Cristoni, 22 anni di Modena alla prima gara in assoluto sul DP World Tor. L’ex studente di Little Rock a un certo punto si è trovato anche da solo in quarta posizione. Un bogey alla 17 non ha compromesso il suo ottimo round: -13 finale e via per la Francia dove tornerà a giocare sull’HotelPlanner Tour.
Un colpo in più per Stefano Mazzoli (19esimo), quindi Lorenzo Scalise (-11), Guido Migliozzi e l’amateur di casa Filippo Ponzano (-10), Andrea Romano e Dodo Molinari -7.
Tutti i premiati
Oltre a Eugenio Chacarra sono stati diversi i giocatori che non tornano a mani vuote dall’Open d’Italia 2026. Su tutti Angel Ayora che vince il “Memorial Franco Chimenti Award” come miglior giovane Under 25, Matteo Cristoni quello di miglior italiano e Filippo Ponziano come miglior amateur.

