
Si chiama Garrick Higgo il protagonista, suo malgrado, del primo round del PGA Championship 2026 in Pennsylvania. Il sudafricano è infatti riuscito a presentarsi in ritardo alla partenza della buca 1 dell’Aronimink Golf Club di Newtown Square. E, come prevede la Regola 5.3 del golf, a Higgo sono stati inflitti due colpi di penalità.
A proprie spese, Garrick Higgo ha scoperto che nel golf bisogna arrivare in anticipo, altrimenti si è già in ritardo. Atteso sul tee alle 7:18 del mattino, il giocatore sarebbe arrivato nell’area di partenza con circa trenta secondi di ritardo. Puntuale, invece, la comunicazione della sanzione.
Cosa dice il regolamento
Il regolamento prevede che un giocatore debba essere presente sul tee e pronto a giocare all’orario stabilito, indipendentemente dall’ordine di partenza del gruppo. Higgo era il terzo giocatore del flight.
Secondo la nota diffusa dal PGA Tour, il sudafricano si trovava “sul putting green di pratica ma, al momento della partenza, non era all’interno dell’area riconosciuta come teeing area”. Nel dettaglio, l’area di partenza della buca 1 e della buca 10 “è definita dalla corda, dai picchetti, dalla recinzione verde per biciclette e/o dai picchetti blu, punti blu o linee blu”.
Il sudafricano ha comunque chiuso il primo giro in 69 colpi (-1), con il rammarico di pensare a quanto facilmente avrebbe potuto firmare un 67, uno dei migliori score del mattino.
“Non mi era mai accaduto”
Higgo ha ammesso che non gli era mai successo prima di ricevere una penalità simile. “Ero lì in orario – ha spiegato Higgo -. Ma la regola dice che se sei in ritardo anche di un solo secondo, sei in ritardo. Non è stata una sorpresa. Ero in ritardo: il mio caddie mi stava urlando di correre verso il tee.”
Dopo il giro, Higgo ha parlato con gli ufficiali di gara, ma senza successo. Anche i compagni di team erano dalla sua parte. Il giocatore era convinto di essere ancora entro il limite consentito, pur ammettendo di essere stato troppo rilassato nella gestione dei tempi.
Il giro in campo
Nonostante il colpo psicologico, il sudafricano è riuscito a salvare il par alla buca iniziale, ma il suo 4 si è trasformato in un 6.
“Ovviamente non è stato il massimo – ha aggiunto -. Sapevo che dovevo soltanto prendere il driver e giocare. Poi ho cercato di concentrarmi su quello che dovevo fare. Non volevo mollare e chiudere in 80 colpi. C’era una sola cosa da fare: birdie, par e colpi verso il punto giusto.”
Il sudafricano è riuscito a recuperare i due colpi già nelle prime nove buche. Ha imbucato un putt per birdie da oltre 10 metri alla 3 e un altro da circa 3 metri alla 9 per tornare in par.
Dopo un bogey alla 10, Higgo ha trovato altri due birdie sulle par 3 del back nine: un putt da oltre 8 metri alla 14 e un approccio a poco più di un metro e mezzo, seguito dal putt imbucato alla 17.
Chi è Garrick Higgo
Nato a Johannesburg, Higgo gioca mancino pur essendo naturalmente destrorso. Il 27enne si è avvicinato al golf a 13 anni, dopo essersi rotto un gomito giocando a rugby.
La sua ascesa è stata rapidissima: alla settima presenza sull’European Tour aveva già conquistato l’Open de Portugal 2020. Alla seconda partenza sul PGA Tour, invece, ha trionfato nel Palmetto Championship nel 2021.
Nel 2025 è tornato a vincere sul PGA Tour imponendosi al Corales Puntacana Championship, diventando così un two-time winner sul circuito americano.
