Matsuyama disturbato dal pubblico perde il Phoenix Open: quando gli spettatori esagerano…

SCOTTSDALE, ARIZONA Il pubblico del Phoenix Open 2026 (Foto di Alex Goodlett / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Il Waste Management Phoenix Open è una gara unica nel mondo del golf. E’ una via di mezzo tra una festa e un prolungato happy hour sul PGA Tour. Un evento sopra le righe ma, proprio per questo, ormai imprescindibile. L’edizione 2026 passerà alla storia però per la maleducazione di una parte del pubblico. Un atteggiamento costato forse il titolo a Hideki Matsuyama. Il giapponese, vincitore del Masters 2021, ha visto sfumare il titolo al playoff, disturbato da rumori e urla nei momenti più delicati.

La gara si gioca al TPC Scottsdale, teatro perfetto per un happening del genere. Quest’anno però si è esagerato con l’atteggiamento scorretto di parte del pubblico Negli ultimi giorni sui social e nella pagine dedicate al golf si sono moltiplicati i commenti e i video amatoriali che mostrano spettatori gridare, fare rumori improvvisi e distrarre intenzionalmente il giapponese mentre stava per colpire durante i momenti decisivi del torneo. Due gli episodi in particolare.

Due gli episodi decisivi per Matsuyama

Il primo arriva al momento dell’ultimo putt alla buca 18 qualche buontempone a bordo green urla “Get in the hole” un istante prima che la pallina venisse colpita dal putter del giapponese. Colpo sbagliato, addio vantaggio e playoff conquistato dall’americano Chris Gotterup.

SCOTTSDALE, ARIZONA Hideki Matsuyama (Foto di Justin Edmonds / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Il secondo episodio è documentato da parecchi video. Si vede il Masters Champion 2021 posizionarsi sul tee di partenza dello spareggio, effettuare alcuni swing di prova e poi piazzarsi sulla pallina. Non una pallina a caso ma quella che avrebbe potuto essere decisiva. Il padrone di casa Chris Gotterup, in giornata di grazia, aveva girato in 64 colpi, raggiungendo il giapponese (68) a lungo leader. Nel playoff i due si giocavano non solo la gloria ma anche 700mila dollari, ossia la diversità dell’assegno tra primo e secondo premio.

Morale della favola: mentre sta per colpire, alle spalle di Matsuyama si sente un rumore forte. Nel silenzio generale quel rumore diventa fortissimo. Il giapponese blocca il suo backswing, si volta, di sicuro perde concentrazione e poi riparte con la routine. Alla fine lo statunitense chiude la buca di spareggio in tre colpi, il giapponese in quattro.

Nel golf esiste un limite nel tifo ?

Chi c’era parla di una sedia da campeggio caduta o chiusa a mano nel momento peggiore. Fatalità o dolo? Ai posteri l’ardua sentenza.

Di fatto questi episodi hanno acceso un dibattito importante su cosa sia accettabile in un torneo di golf professionistico. Se per molti spettatori il Phoenix Open è una festa ormai celebre, c’è una linea sottile tra il tifo vivace e la distrazione irrispettosa di un atleta che lotta per un titolo. I critici sostengono che la mancanza di rispetto verso i giocatori non sia più compatibile con l’integrità della competizione.

Una riflessione oltre i green

La vicenda di Scottsdale è un campanello d’allarme. Il golf è uno sport che fa della concentrazione silenziosa uno dei suoi elementi distintivi, e i professionisti si aspettano rispetto soprattutto nei momenti decisivi. Il comportamento di alcuni spettatori – con urla, rumori e distrazioni – non solo può essere frustrante per i giocatori, ma solleva domande legittime su come gli organizzatori debbano gestire la folla per garantire condizioni di gara eque.

Se il Phoenix Open vuole mantenere il suo carattere unico, dovrà trovare un equilibrio tra spettacolo e sportività, altrimenti rischia di perdere ciò che rende il golf uno degli sport più eleganti e rigorosi al mondo.