Federgolf e contributo di sostenibilità, chi paga 500 euro e chi no

Federgol contributo sostenibilità

Nei giorni scorsi la Federazione Italiana Golf ha emanato un’altra circolare (la numero 2/2026) che spiega nel dettaglio le linee guida di applicazione del contributo di sostenibilità e solidarietà di 500 euro.

L’intenzione è chiarire una volta per tutte il concetto di tesserato non associato e i motivi per iscriversi in un circolo distante oltre 150 km da casa. Introdotta l’autocertificazione del giocatore e del circolo.

Si tratta del quarto intervento dal massimo organismo golfistico su un tema delicato come quello dei tesserifici e del tesseramento libero. Alla circolare numero 18/2025 chiamata “Affiliazione, aggregazione e tesseramento anno 2026″ del 18 dicembre, viale Tiziano ha fatto seguire un altro documento (n.19/2025, datato 23 dicembre) contenente i chiarimenti rispetto alla precedente e una serie di FAQ (31 dicembre).


Il punto di partenza

L’obiettivo è contrastare i tesserifici dove, pagando una quota annuale sotto mercato, si entra a pieno titolo nel circuito del golf amateur nazionale. In quello stesso circuito giocano anche gli amateur soci o abbonati ai circoli, ossia strutture private che investono nel golf e che – non essendo mecenati – a fine anno vogliono almeno non andare in perdita da un punto di vista economico.

Questa circolare mette nero su bianco alcuni passaggi dei documenti precedenti ma soprattutto introduce il concetto di controllo. Il punto di partenza è il seguente:

“Il contributo si applica al “tesserato non associato”, ossia colui il cui rapporto con il circolo è puramente formale e privo di un rapporto associativo sostanziale”.


Tesserato non associato

Il contributo è dovuto quindi dal tesserato privo di un reale rapporto associativo con un circolo, Chi è costui? Chi non partecipa in modo sostanziale alla vita del circolo.

Nella circolare vengono fissati i criteri sufficienti (ne basta uno solo) a far scattare l’obbligo del contributo di 500 euro.

E’ considerato non associato:

  • Colui che ha diritto di gioco solo pagando un green fee a ogni accesso.

  • Colui che non ha diritto di voto nelle assemblee del circolo.

  • Colui che non può rappresentare il circolo nelle gare federali a squadre.

  • Colui che risiede a oltre 150 km dal club, senza un legame territoriale stabile.

La domanda sorge spontanea. Un socio frequentatore o un abbonato al campo pratica è un tesserato associato? La risposta è sì. Si tratta di amateur che, a fronte di una quota annuale, ha quello che Federgolf chiama “diritto di gioco continuativo su una parte dell’impianto”. Chi è socio campo pratica può allenarsi sette giorni su sette senza sborsare un euro in più. L’euro è invece dovuto quando decide di farsi nove o diciotto buche.

Cosa giustifica i 150 km (e cosa no)


Il criterio della decontestualizzazione territoriale diventa centrale. Il principio guida è la frequentazione stabile, continuativa e documentabile del circolo situato oltre 150 km. Si punta così ad evitare che un golfista milanese sia iscritto da anni con una quota minima- ad esempio – a Chiaravalle senza che ci abbia mai messo piede in vita sua. In merito a questi paletti la FIG ammette deroghe solo in presenza di “motivi specifici”, interpretati in modo restrittivo e analoghi ai “giusti motivi” previsti dallo Statuto.

Sono motivi specifici validi per iscriversi in un circolo oltre 150 km:

  • Domicilio stabile nei pressi del circolo.

  • Attività lavorativa continuativa nei pressi del circolo.

  • Seconda casa utilizzata con regolarità.


Da chiarire cosa si intenda con regolarità: il golfista deve andarci ogni weekend o basta una volta al mese? Oppure è sufficiente tutta la stagione estiva? E ancora: la seconda casa deve essere di proprietà o basta un appartamento in affitto dove si passano da anni tutti e tre i mesi estivi?

Sono motivi specifici non validi per iscriversi in un circolo oltre 150 km:

  • Visite sporadiche a parenti o amici nei pressi del circolo.

  • Trasferte occasionali per lavoro o turismo nei pressi del circolo.

  • Preferenza personale per un circolo.

  • Partecipazione a singoli eventi o gare.

L’autocertificazione

Federgolf stabilisce che “è responsabilità del circolo verificare la sussistenza di un valido motivo specifico prima di escludere un tesserato dall’applicazione del contributo”. Per far sì che circoli e tesserati seguano la ratio della normativa è stata introdotta un’autocertificazione obbligatoria per chi si iscrive a oltre 150 km e per chi riceve quell’iscrizione.

Il tesserato deve mettere nero su bianco il motivo specifico valido per iscriversi in un circolo distante più di 150 chilometri. Il circolo è tenuto a trasmettere a Federgolf un’autocertificazione dove il responsabile legale del club dichiara di aver ricevuto i motivi specifici e di averne valutato la coerenza con quanto previsto da Federgolf.

A questo punto scattano le verifiche federali, con possibilità di richiesta di documentazione.

Per i furbetti del carrellino il contributo diventerà immediatamente dovuto, scatterà il deferimento alla Procura Federale per il tesserato e per il circolo. A queste misure vanno aggiunte le responsabilità penali previste dalla legge.

IL TESTO INTEGRALE DELLA CIRCOLARE 2/2026


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