
Avevano entrambi 16 anni e il golf come linguaggio comune. Un campo, un bastone e una pallina da far volare. Emanuele Galeppini e Giovanni Tamburi, due dei giovani italiani morti nella strage di Crans-Montana, erano uniti dalla passione per il golf.
Emanuele Galeppini
Per Emanuele questo sport era qualcosa più di una passione, lo sappiamo. Galeppini era nel giro delle Nazionali azzurre e qualche trofeo in bacheca l’aveva già.

Il trofeo più bello, forse, l’aveva postato due anni fa sulla sua pagina Instagram. Tra foto di score e trofei spicca uno scatto con Rory McIlroy e Luke Donald: “Pic of the year” commentava un giovanissimo Emanuel. Sorrideva perché non capita a tutti di venir immortalato vicino al capitano di Team Europe di Ryder Cup e a uno dei golfisti più forti al mondo.
“Giocatore di grande talento e persona splendida e rispettosa – dal circolo di Rapallo raccontano così Galeppini a Golfando – Una famiglia di golfisti alle spalle, un cuore grande, un leader silenzioso”.
Su Facebook il commosso ricordo del circolo.
Il golf scorreva nelle vene di Emanuele. La bisnonna e i nonni giocavano a Rapallo. Lo zio Sebastiano ha fatto del golf la sua professione con un laurea in Golf Management alla University of the Highlands and Islands e un impiego come Championship Manager presso il DP World Tour, il secondo circuito professionistico mondiale.
In bacheca Emanuele aveva già un titolo, l’Omega Dubai Creek Amateur Open 2025, conquistato ad aprile. Di recente aveva inoltre preso parte al King Hamad Trophy al Royal Golf Club del Bahrain e alla UAE Cup di Al Ain.
Giovanni Tamburi

Giovanni Tamburi, studente dello scientifico Righi nel capoluogo felsineo, invece era iscritto al Golf Club Bologna.
Nel post Facebook del circolo di Monte San Pietro si parla di speranza e di preghiera per la giovane vittima di Crans-Montana. Anche per lui il golf era una questione di famiglia. “Un abbraccio infinito ai genitori, alle sorelle, ai nonni e agli zii” è infatti la chiusa del messaggio postato domenica 4 gennaio.
Giovanni era a Crans-Montana con il padre Giuseppe che da quelle parti possiede un’abitazione. L’uomo, presidente della Fratelli Rinaldi Importatori S.p.A (azienda attiva nel settore dell’import di liquori) è stato tra i primi a recarsi davanti a “Le Constellation” in cerca del figlio. La madre, Carla Masiello, vive a Bologna e ha subito indicato in una catenina d’oro al collo uno degli elementi per risalire all’identità del figlio.
CRANS-MONTANA: IL DOSSIER DI TGCOM24
