
Sabato 11 luglio il prestigioso Marco Simone Golf & Country Club, sede della Ryder Cup 2023, ospiterà una delle tappe di Golf&Wine Championship 2026, il circuito che unisce il golf alle eccellenze vitivinicole italiane.
L’iniziativa itinerante, che nel corso della stagione attraversa oltre venti appuntamenti nelle principali regioni vinicole del Paese, coinvolge aziende agricole, imprenditori, professionisti e appassionati abbinando la competizione sportiva alla valorizzazione del territorio.
Per l’occasione ogni cantina sarà rappresentata da una squadra composta da quattro giocatori, in una formula che punta a creare occasioni di incontro e promozione delle produzioni enologiche italiane.
Un circuito tra sport, turismo ed enogastronomia
Il Golf&Wine Championship 2026 si sviluppa da marzo a settembre, per concludersi in ottobre con la cerimonia finale al Palazzo del CONI di Roma. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con Grandi Eventi Italiani, Sport e Tradizione e Sport e Salute e si propone di valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano attraverso il golf.
I numeri testimoniano la crescita del progetto: oltre mille aziende agricole coinvolte, più di 2.500 golfisti partecipanti, oltre 20 circoli ospitanti. Ogni gara è riservata a un massimo di 25 aziende vitivinicole e a un centinaio di giocatori, mantenendo così un format esclusivo.
La diciannovesima buca

Come da tradizione, al termine della competizione spazio alla “diciannovesima buca”, il momento conviviale che rappresenta uno degli aspetti più apprezzati del golf. I partecipanti potranno degustare i vini delle cantine presenti accompagnati da specialità gastronomiche del territorio, trasformando ogni tappa in un’esperienza che va oltre la gara.
Bernardini: “Golf e vino, valori in comune “
“Il rapporto tra golf e vino rappresenta un connubio sempre più forte – spiega Guido Bernardini, ideatore del Golf&Wine Championship – perché entrambi condividono valori come la pazienza, la passione per il territorio, la qualità del tempo libero e il turismo di alto livello”. Bernardini ricorda inoltre come numerosi campioni abbiano investito nel mondo del vino, tra cui Greg Norman, Ernie Els, Cristie Kerr e Costantino Rocca.

Sulla stessa linea anche il co-fondatore Luca Maria Vicentini: “Con questo tour uniamo due eccellenze italiane: il golf, uno sport accessibile e piacevole anche per chi non è un grande esperto, e l’enogastronomia del nostro Paese. Un connubio reso ancora più significativo dal recente riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO”.
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