Rory McIlroy trionfa al Masters 2026: due green jacket di fila, entra nei Fab Four

AUGUSTA, GEORGIA Rory McIlroy (foto di Hector Vivas / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

Diciassette anni per vincere la prima Green Jacket. Dodici mesi per vincere la seconda. Strano davvero il destino di Rory McIlroy che ha conquistato anche il Masters 2026 dopo aver conquistato in lacrime quello del 2025. Un back-to-back finora riuscito solo a tre mostri sacri come Tiger Woods, Nick Faldo e Jack Nicklaus. Nessuno finora ha vinto però per tre volte di fila all’Augusta National: così sale già l’attesa per il Masters 2027.

McIlroy domina l’Amen Corner

Il sesto major di Rory McIlroy è maturato nell’Amen Corner, il trittico di buche che solitamente non lasciano scampo. Il nordirlandese ha teso un agguato proprio lì. Fino a quel punto il nordirlandese aveva dovuto guardarsi più da Rose che da Young. Il secondo aveva bruciato il suo vantaggio di due colpi già alla sesta buca, con un triplo putt. Justin Rose, 45 anni e un sogno di diventare il secondo campione più anziano di sempre, aveva invece pennellato tre birdie consecutivi nella parte finale delle prime nove e sembrava scrivere la favola perfetta.

Sul par 3 della buca 12, particolarmente ventosa e nervosa, McIlroy probabilmente è tornato col pensiero a un consiglio ricevuto da Tom Watson in campo pratica al suo primo Masters, nel 2009. Watson gli suggerì di aspettare sempre il vento giusto e colpire. Così ha fatto: ferro nove quasi pieno in direzione bunker centrale, il vento lo ha dirottato in green a sette piedi dalla buca. Nessuno domenica l’ha messa così vicina alla bandiera. Morale della favola: birdie e via.

Il miglior drive al momento giusto

Finita? Nemmeno per scherzo. La 13 è stata – se possibile – ancora più decisiva della precedente. Nei tre giri precedenti il driver di Rory era finito sistematicamente tra gli alberi dell’Augusta National. Nel quarto giorno ha sparato il suo miglior drive, 320 metri in centro e ferro 8 al green. Di nuovo birdie.

I BACK-TO-BACK AL MASTERSAnni
Jack Nicklaus1965–1966
Nick Faldo1989–1990
Tiger Woods2001–2002
Rory McIlroy2025–2026

Il resto è storia del Masters 2026: con tre colpi di vantaggio e, nonostante una 16 sofferta con palla oltre il green, un bogey salvato alla 17 e un drive fuori rotta alla 18, il risultato non è mai stato davvero in discussione. Lo score finale parla di un gran bel -12 in virtù di 276 colpi giocati.

Scottie Scheffler alla finestra

Scottie Scheffler, numero uno del mondo, ha rimontato colpo su colpo in un fine settimana straordinario (65-68, primo giocatore bogey-free nel weekend ad Augusta dal 1942) ma è rimasto indietro di un colpo. Justin Rose ha pagato la sua fragilità all’Amen Corner.

Cameron Young non è mai entrato davvero in gara domenica. Alla fine, come troppo spesso negli ultimi due anni, il Masters 2026 aveva già scelto il suo re.

Rory McIlroy scherza sull’anno prossimo


Con questo sesto major, McIlroy raggiunge Nick Faldo nel palmares europeo. Ne manca uno solo per eguagliare Harry Vardon, il record assoluto del Vecchio Continente.  

Quando un anno fa, esuberante nella sala stampa, McIlroy chiese ai giornalisti “Di cosa parleremo l’anno prossimo?”, nessuno immaginava che la risposta sarebbe stata così naturale. Si parlerà di lui, ancora. Si parlerà del tre di fila.

Arrivano anche i complimenti di Donald Trump

Tra una guerra e un ultimatum, l’inquilino della Casa Bianca trova il tempo per congratularsi con Rory. “Una prestazione straordinaria sotto un’intensa pressione, qualcosa che ben poche persone riuscirebbero persino a immaginare di fare. Anno dopo anno – scrive Donald Trump sui social – Rory sta diventando sempre più una leggenda! Non vedo l’ora di vederlo competere tra due settimane a Doral. Il livello dei golfisti professionisti di oggi è diventato straordinario, nessuno escluso. Dovrebbero essere tutti fieri del modo in cui hanno giocato al Masters questo fine settimana!”