L’air shot di Muñoz e la lezione che molti amateur non vogliono sentire

Nel golf professionistico si parla spesso di tecnica, ranking e milioni di dollari. In quello amateur di handicap, attrezzatura e pratica. In entrambi i casi, molto raramente si parla di etica, ossia quella regola non scritta che rende il golf diverso da tutti gli altri sport. Eppure proprio da un air shot di Muñoz arriva una delle lezioni più belle degli ultimi tempi.

Perché quello accaduto in settimana nella tappa di Hong Kong della LIV Golf League deve far riflettere, e non poco. A pensarci dovrebbero essere i furbetti del carrellino, quelli che per uno zero virgola in meno sullo score farebbero quasi di tutto.

L’errore incredibile

Nel primo giro all’Hong Kong Golf Club il colombiano Sebastián Muñoz (una vittoria sul PGA Tour e una sulla LIV Golf League) parte fortissimo: cinque sotto il par dopo le prime cinque buche. Ossia momentaneo leader insieme a Kokrak, Garcia e Burmester.

Il resto della giornata scorre tra tanti alti e pochi bassi fino alla buca 16, un par 4 di 411 metri. Con il secondo tiro in green, Muñoz attacca giustamente la bandiera. Ingiustamente però la pallina si ferma proprio sul bordo della buca, senza volervi rotolare. Davvero una questione di due centimetri, non di più.

Pensando al mancato birdie, il 33enne si avvicina col putter in mano per il più semplice dei tap-in. Ma succede l’impensabile: Muñoz manca completamente la palla. Un vero e proprio air shot col putter. Poi si ricompone, colpisce di nuovo e imbuca. Dal birdie al bogey incredibile.

L’esempio dopo l’air shot

La cosa più interessante però non è l’errore (che avvicina un pro a un amateur), ma il fatto che sia lui stesso a segnalare l’infrazione e quindi il colpo in più. “It’s a bogey”, lo si vede pronunciare in tv. Nessun arbitro che interviene, nessun compagno di team che lo richiama. Solo il giocatore e la sua coscienza.

È proprio qui che il golf mostra la sua natura più autentica: uno sport in cui il giocatore è anche arbitro di se stesso.

La differenza tra pro e certi amateur

Chi frequenta i campi da golf sa bene che, in casi simili, la tentazione di far finta di niente esiste. “Ho fatto una prova”, qualcuno avrebbe detto al posto del colombiano. Qualcun altro avrebbe giocato come se nulla fosse, senza segnarsi il colpo in più.

Tra gli amateur non è raro vedere palline spostate con discrezione, lie migliorati di nascosto o colpi non conteggiati nello score.

Il gesto di Muñoz ricorda invece un principio fondamentale del golf: l’onestà viene prima del risultato. Anche quando si gioca per milioni di dollari.

Errori alla Pádraig Harrington

Per quanto possa sembrare incredibile, episodi simili sono capitati anche ad altri professionisti. Una volta Pádraig Harrington, tre Major in bacheca, lasciò la pallina sul bordo della buca convinto che sarebbe caduta da sola. Non successe, e dovette tornare a imbucarla perdendo un colpo. Il golf è così: uno sport in cui anche i migliori possono sbagliare il colpo più facile.

La vera lezione di Muñoz

Alla fine l’air shot di Muñoz non resterà nella storia per la goffaggine del gesto. Resterà per quello che è successo subito dopo. Perché il golf, prima ancora che uno sport, è un esercizio di integrità.

Ce lo ricordiamo bene alla prossima coppa fragola?