
In Italia esistono campi da golf aperti a tutti e altri che, per scelta imprenditoriale, restano riservati a pochissimi. The Club at Castiglion del Bosco appartiene alla seconda categoria. Il resort del Gruppo Ferragamo, immerso nel cuore della Val d’Orcia, ospita l’unico golf club completamente privato del Paese.
Sulle sue 18 buche possono accedere esclusivamente soci e ospiti del Rosewood Castiglion del Bosco.
Un complesso simile, incastonato nelle colline senesi già patrimonio UNESCO non poteva passare inosservato in giro per il mondo. Castiglion del Bosco – Rosewood Hotel è stato insignito del titolo di Miglior Hotel al mondo 2022 dalla rivista Travel + Leisure.
La tenuta appartiene alla famiglia Ferragamo sin dagli Anni Duemila e rientra nella visione di lungo periodo della famiglia, orientata a un lusso autentico, radicato nel territorio e sostenibile.
La struttura ricettiva può contare su 42 suite, 11 ville, due ristoranti, una scuola di cucina e una spa: l’antico casale medievale è diventato un rifugio esclusivo, circondato dalla natura di un tempo.
Il campo: l’unico Weiskopf nell’Europa continentale
Ma a noi interessa il campo da golf che, ovviamente, non è da meno del complesso turistico. Il campo è stato disegnato nel 2012 dal campione dell’Open Championship, Tom Weiskopf. Il professionista scozzese scelse questi dislivelli per realizzare il suo unico progetto nell’Europa continentale.

Le buche sembrano nascere dalla terra stessa. Le linee del campo sembrano seguire con naturalezza le curve morbide della campagna senese, attraversando i rilievi dolci della tenuta. Qui il golf per pochi non invade, ma si inserisce con rispetto, diventando parte di un’armonia.
Manutenuto secondo alti standard internazionali e aperto tutto l’anno, il percorso riflette appieno la filosofia del suo progettista: un golf accogliente, intelligente, mai banale. Un tracciato capace di mettere alla prova il giocatore esperto senza scoraggiare chi è alla ricerca di piacere, ritmo e bellezza. Ogni buca racconta una storia, ogni colpo invita a rallentare lo sguardo e ad assaporare il contesto.
Due buche da giocare
Buca 13 – La sfida senza fine
Con i suoi 615 metri, la 13 non è solo una delle buche più lunghe d’Europa: è un’esperienza nella pura essenza del golf. Un par 5 in leggera discesa, imponente e scenografico, che si apre su panorami mozzafiato e invita a misurarsi con spazio, strategia e coraggio. Una buca che resta impressa, qualunque sia il punteggio sullo score.

La buca del Brunello
Come da tradizione scozzese, Weiskopf ha voluto regalare un’ultima, inaspettata emozione. E’ nata così la diciannovesima buca, un breve e divertente par 3 che accompagna il golfista in clubhouse. Il nome è un omaggio al Brunello, simbolo assoluto di Montalcino. Così si suggella un’esperienza in cui golf, territorio e cultura si fondono.
Un percorso sempre più ecosostenibile
Meno di due anni fa il club ha completato un importante intervento in chiave ambientale. L’intervento ha portato un risparmio idrico aumentato del 20%, il miglioramento del drenaggio, il rifacimento dei 58 bunker e l’introduzione di un nuovo sistema di irrigazione mirata..

Soddisfatto dei lavori l’architetto Phil Smith, che ha progettato il campo da golf insieme al compianto collega.
“Grazie a nuove varietà di tappeto erboso più resistenti alla siccità, all’aumento delle linee di drenaggio a fessura e a cortina, e a un nuovo sistema di irrigazione – spiega Smith – il campo potrà ottimizzare ulteriormente l’efficienza del drenaggio chiuso, garantendo che stile tradizionale e radici sostenibili restino elementi centrali del progetto”.
Evidentemente soddisfatto David Waters, general manager del The Club at Castiglion del Bosco. “Abbiamo investito in modo significativo nell’innovazione legata alla sostenibilità e nella conservazione delle risorse idriche. I nostri soci e gli ospiti si aspettano condizioni di gioco di livello mondiale durante tutto l’anno, ma anche una gestione responsabile dell’ambiente. Questo intervento centra entrambi gli obiettivi”.
Come si diventa soci a The Club at Castiglion del Bosco
Entrare a The Club è davvero per pochi. Ma chi sono questi pochi? Il socio, declinato per Castiglion del Bosco, è una figura non è assimilabile a quello di abbonato di un circolo aperto al pubblico: la membership rappresenta infatti un rapporto esclusivo con il club, regolato da un processo di ammissione dedicato.

L’accesso è possibile soggiornando presso l’Hotel Rosewood (con fasce di orario riservate e prestabilite per i clienti) oppure diventando socio del club stesso.
La membership è su invito: si entra tramite un socio esistente oppure attraverso il direttore del club. I soci versano una joining fee iniziale e una annuale. Non è previsto il possesso di quote immobiliari né di proprietà all’interno della tenuta.
Top secret il valore delle due fee. “Per scelta e per tutela della privacy – fanno sapere dal club – non divulghiamo pubblicamente né le tariffe (neanche a partire da) né il numero complessivo dei soci attuali”.
La “Rosewood CdB Golf Cup”
Una volta soci due sono gli appuntamenti fissi in stagione. Due gare che nessuno vuole perdere: il Weiskopf Invitational in primavera e la Club Championship & President’s Cup in autunno. Sono due weekend che combinano il piacere del golf con cene dedicate ai grandi vini della tenuta. Molto ambito anche l’ingresso nella cantina di Castiglion del Bosco, Members’ Cellar compresa.

In netta ascesa tra gli eventi dell’anno la Rosewood CdB Golf Cup. La seconda edizione della gara riservata a soci e ospiti del resort è in calendario dall’1 al 4 aprile. Si tratta di tre giorni interamente dedicati al golf, inframezzati dalle immancabili eccellenze enogastronomiche toscane. Al vincitore un soggiorno di quattro giorni al Rosewood Bermuda.
