Dal K-pop al K-golf: perché gli arabi del LIV Golf hanno scelto la Corea del Sud

Gli arabi del LIV Golf puntano il K-golf, nuovo eldorado del golf mondiale. Per conquistare le praterie golfistiche della Corea del Sud arriva un rebranding di uno dei tredici team del circuito saudita. In altre parole, gli Iron Heads vengono accompagnati alla porta per far spazio al Korean Golf Club, un team con tre sudcoreani su quattro giocatori.

di Sauro Legramandi

Il boom del golf in Corea del Sud

Potenza del business e del marketing. Il mercato della Corea del Sud è uno dei più vivaci e in costante crescita. Si calcola che siano circa dieci milioni di persone su una popolazione totale di 51 milioni (quasi come in Italia…) che giocano o hanno giocato a golf o hanno provato un simulatore almeno una volta nella vita. Nel 2023 risultano attivi 5,5 milioni di giocatori amateur. E il 45% degli iscritti alla Korea Golf Association risulta essere donna.  

“L’idea è nata dopo la tappa del LIV Korea 2025 vedendo l’energia di migliaia di giovani fan accorsi – ha dichiarato il general manager di Korean Golf Club, Martin Kim -. Il nostro slogan Welcome to the club riflette l’opportunità di creare un nuovo spazio per i giovani fan sudcoreani. Il nostro gruppo rappresenta il movimento del golf in Corea e dei coreani in tutto il mondo”.

Iron Heads Golf Club, il perché del rebranding

Kevin Na al Sony Open 2021 (foto Cliff Hawkins/Getty Images/AFP)

Ad immolarsi in nome del K-golf è toccato all’Iron Heads Golf Club, non proprio un team di primissimo piano fra i tredici a libro paga PIF. Nella scorsa stagione la squadra era composta dal neozelandese Danny Lee, dallo statunitense Kevin Na (capitano), dal giapponese Jinichiro Kozuma e dal sudcoreano Yubin Jang (evidentemente non all’altezza dei connazionali).

Nella classifica finale 2025 il team si è piazzato all’ultimo posto con un solo punto conquistato in tutto l’anno (un ottavo posto a Miami). Gli Iron Heads non hanno mai nemmeno sfiorato un podio in 13 tappe finendo per quattro volte all’ultimo posto nelle gare in calendario.

Tre giocatori su quattro, per il momento, hanno anche salutato il circuito saudita.


Il volto del K-golf: An, Song e Kim

Facile quindi scegliere quale gruppo sacrificare per far spazio al K-golf. Confermato Danny Lee, il LIV Golf ha ingaggiato tre giocatori molto conosciuti a Seul e dintorni. La stella si chiama Byeong Hun An, “uno dei golfisti moderni più affermati della Corea”. Con lui (oggi numero 99 del world ranking) nel roster anche i connazionali Younghan Song e Minkyu Kim.

Byeong Hun An, oggi 34enne, vinse nel 2009 lo U.S. Amateur Championship e due anni dopo passò professionista. Nel palmares il prestigioso BMW PGA Championship 2015 (primo asiatico a conquistarlo) con lo score più basso nella storia della gara. Nel 2022 An ha vinto sul Korn Ferry Tour e nel 2024 ha conquistato il Genesis Championship sul PGA Tour al playoff. Due le Olimpiadi giocate (Rio 2016 e Tokyo 2020).

Younghan Song ha già giocato sul LIV Golf nell’aprile 2025 e ha in bacheca due successi sul Japan Golf Tour. È destinato a formare un nucleo di esperienza insieme ad An. Nel 2018 Minkyu Kim invece ha vinto sull’allora European Tour a soli 17 anni e ha sostituito sul LIV nel 2025 l’infortunato Ben Campbell (team Range Goats).  

Il quarto incomodo, Danny Lee, è ormai un veterano del circuito saudita, facendone parte sin dalla primissima gara, il LIV Golf 2023 a Mayakoba. Per lui anche un successo in quella stagione.

L’identità del Korean Golf Club: Tigre Bianca e tradizione

Per infiocchettare meglio la rifondazione, i manager LIV hanno introdotto anche valori tipici del Korean Golf Club. Parole testuali: “C’è un’enfasi su onore, inclusività e forza collettiva. Ispirato al concetto coreano di fratellanza che denota rispetto, fiducia e guida all’interno di relazioni strette, Korean Golf Club celebra l’unità e la coesione, e il potere connettivo del golf”.

Va da sé questa squadra di golf in Corea del Sud avrà colori e simboli del tutto nuovi. Dal marketing hanno scelto di puntare sulla Tigre Bianca , una figura venerata nella storia e nel folklore coreano che simboleggia forza, protezione e resilienza. E, ancora letteralmente, ”il volto della tigre include un sottile omaggio al golf, con gli occhi e il ponte del naso che formano la forma di due bastoni da golf”. Spazio nel brand anche alla Rosa di Sharon, fiore nazionale della Corea del Sud che rappresenta lo spirito resiliente e la bellezza duratura del Paese.

Con il rebranding in Korean Golf Club, il LIV Golf rafforza la propria strategia di espansione globale scegliendo la Corea del Sud come hub asiatico del golf moderno. Adesso è attesa la contromossa del PGA Tour.