Brooks Koepka, il figliol prodigo da 50 milioni di euro

CHARLOTTE Brooks Koepka al PGA Championship 2025 a Quail Hollow  (Foto di Jared C. Tilton / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)
CHARLOTTE Brooks Koepka al PGA Championship 2025 a Quail Hollow (Foto di Jared C. Tilton / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

In tempi record, Brooks Koepka è ufficialmente di nuovo un giocatore del PGA Tour. A sole cinque settimane dall’addio al LIV GOLF, il cinque volte campione Major ha trovato un accordo con il circuito americano per rientrare. Anche per rispettare chi ha detto no ai petrodollari, il golfista dovrà pagare un prezzo altissimo: una penalità economica che il PGA Tour stima in oltre 50 milioni di dollari. Un rientro così è previsto solo per altri tre professionisti oggi sul circuito saudita.

Koepka tornerà in gara al Farmers Insurance Open di Torrey Pines, ma il suo rientro passa attraverso il nuovo Returning Member Program, un’iniziativa una tantum approvata dal board del PGA Tour – a maggioranza giocatori, con Tiger Woods figura di riferimento – e destinata a non creare precedenti.

Un conto salatissimo

Il costo immediato per Koepka è una donazione benefica di cinque milioni di dollari a un ente da concordare con il Tour. Ma la vera stangata è strutturale: per cinque anni non avrà accesso al programma di equity del PGA Tour e nel 2026 non potrà incassare alcun bonus economico dalla FedEx Cup, l’ordine di merito del circuito Usa.

Secondo le stime del Tour, considerando il valore delle quote azionarie e i premi persi, la rinuncia economica complessiva può oscillare tra i 50 e gli 85 milioni di dollari, a seconda dei risultati che Koepka otterrà nei prossimi anni. Una delle penalità finanziarie più pesanti mai viste nello sport professionistico.

Tornei “signature” solo se per merito

Koepka rientra nel PGA Tour con status pieno (è esente fino al 2028 grazie al successo nel PGA Championship 2023) ma non avrà corsie preferenziali. Niente sponsor exemption per i tornei “signature” (i più importanti) da 20 milioni di dollari: potrà giocarli solo qualificandosi sul campo, con vittorie o risultati performanti.

Quando entrerà in un field, non toglierà il posto a nessun altro giocatore: verrà aggiunto, anche nei playoff FedEx Cup, una misura pensata per tutelare i membri già presenti.

Brooks Koepka e altri tre

Jon Rahm al LIV Golf Adelaide 2025 (Foto di Brenton Edwards / AFP)

Il punto chiave del Returning Member Program è la sua estrema esclusività. Possono beneficiarne solo i giocatori che hanno vinto un major o The Players Championship tra il 2022 e il 2025.

In pratica, oltre a Koepka, i soli potenzialmente idonei sono: Jon Rahm, Bryson DeChambeau e Cameron Smith. I tre hanno tre settimane di tempo per decidere se seguire la stessa strada. Tutti gli altri big della LIV restano esclusi: da Dustin Johnson a Phil Mickelson, passando per Joaquin Niemann, Tyrrell Hatton e Patrick Reed.

Brian Rolapp, ceo di PGA Tour Enterprises, è stato chiaro con tutti i giocatori, sia quelli sul Tour che quelli intenzionati a ritornarci: si tratta di una finestra unica, non replicabile. “Una volta chiusa la porta – ha scritto – non c’è alcuna promessa che questo percorso sarà disponibile in futuro”.

Brooks Koepka: “Punizione dura, ma giusta”

Il diretto interessato non ha nascosto la portata della sanzione. “È una punizione finanziaria severa. Capisco perché il Tour l’abbia fatto: è pensata per far male – ha ammesso – La mia scelta ha ferito molte persone”. Il ritorno nel PGA Tour lo rende di nuovo convocabile anche per la Presidents Cup e per il golf indoor della TGL, segnando una riconciliazione sportiva che però non cancella il passato.

Il messaggio del Tour è chiaro: le porte possono riaprirsi, ma solo per pochissimi e a costi enormi. Koepka ha deciso che ne valeva la pena. Per gli altri, il tempo stringe.