
Venticinque anni fa il mondo cambiò per sempre. L’11 settembre 2001 gli attentati alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono provocarono quasi 3.000 vittime mettendo in ginocchio gli Stati Uniti e il mondo intero. Un evento che segnò tutto e tutti. Anche lo sport dovette interrogarsi. Alcune competizioni continuarono, il golf invece si fermò.
A differenza di altri grandi eventi sportivi, la Ryder Cup 2021 fu rinviata all’anno seguente. Quella scelta ancora oggi viene considerata come uno dei gesti più significativi nella storia dello sport.
L’11 settembre la Champions League si giocò

La sera di martedì 11 settembre erano in programma otto partite della prima giornata della fase a gironi della Champions League. Due le italiane in campo: la Roma all’Olimpico con il Real Madrid, la Lazio in Turchia con il Galatasaray). Le gare della primo giorno vennero portate a termine, precedute o seguite da momenti di raccoglimento. Quelle del giorno seguente (tra cui Porto-Juve), vennero invece rinviate dalla Uefa a ottobre.
Nel golf la riflessione fu più ampia. La Ryder Cup era in programma in Inghilterra appena due settimane dopo, dal 28 al 30 settembre. Il percorso prescelto per la 34esima edizione della gara era il leggendario Brabazon Course delThe Belfry, a Sutton Coldfield, nei pressi di Birmingham. Sarebbe stata la quarta Ryder disputata su quel percorso, già teatro delle edizioni del 1985, 1989 e 1993.
Per alcuni giorni si cercò una soluzione. Ma il 16 settembre arrivò il comunicato congiunto diPGA of America e Wentworth. Fu la PGA of America a informare gli organizzatori europei che, dopo gli attentati, “la portata della tragedia era tale da rendere impossibile la partecipazione della squadra americana e dei dirigenti“. Non si trattò soltanto di una questione logistica o di sicurezza: prevalsero il rispetto per le vittime e la convinzione che, in quel momento, il golf dovesse fare un passo indietro.
La decisione fu condivisa dai capitani Curtis Strange e Sam Torrance e accolta con grande comprensione dai giocatori di Team Usa e Team Europe. Venne inoltre stabilito che i dodici giocatori già qualificati avrebbero mantenuto il posto anche l’anno successivo, senza riaprire le qualificazioni.
Le due squadre della Ryder Cup 2001

TEAM EUROPE (capitano Sam Torrance)
- Darren Clarke
- Thomas Bjørn
- Sergio García
- Pádraig Harrington
- Bernhard Langer
- Colin Montgomerie
- Phillip Price
- Pierre Fulke
- Niclas Fasth
- Lee Westwood
- Paul McGinley
- Ian Woosnam
TEAM USA (capitano Curtis Strange)
- Tiger Woods
- Phil Mickelson
- David Duval
- Davis Love III
- Jim Furyk
- David Toms
- Hal Sutton
- Scott Hoch
- Scott Verplank
- Mark Calcavecchia
- Paul Azinger
- Stewart Cink.
Un anno dopo: stessi giocatori, vittoria dell’Europa

La Ryder Cup 2021 si disputò finalmente dal 27 al 29 settembre 2002, sempre al The Belfry.
Un dettaglio simbolico racconta bene lo spirito dell’evento: sul campo rimasero i tabelloni con la scritta The 2001 Ryder Cup, a ricordare che quella era semplicemente una competizione sospesa, non cancellata.
L’Europa di Sam Torrance conquistò il trofeo imponendosi 15,5 a 12,5. Il punto decisivo arrivò grazie all’irlandese Paul McGinley, che imbucò un fondamentale putt per il par alla 18 contro Jim Furyk, regalando agli europei una delle vittorie più significative della storia della Ryder Cup.
Addio anni pari

Quel rinvio ebbe anche una conseguenza storica: la Ryder Cup abbandonò gli anni dispari e venne spostata negli anni pari, costringendo a rivedere anche il calendario di Presidents Cup, Solheim Cup e Seve Trophy. Solo il rinvio dell’edizione italiana 2020 a causa della pandemia di Covid riportò la Ryder Cup negli anni dispari, a partire dal 2021.
A distanza di venticinque anni, quella scelta post 11 settembre resta uno degli esempi più significativi di come lo sport sappia riconoscere quando esistono valori più importanti della competizione. Mentre altri eventi cercavano di andare avanti, il golf preferì fermarsi.
Di certo non fu debolezza. Fu rispetto.

