Golf, look e regole: giocatore inglese allontanato perché indossa calze nere

Premessa: la storia che segue non rappresenta tutto il mondo del golf. Si tratta di un caso curioso nel rapporto golf, look e regole. Ed è per questa sua peculiarità che l’episodio è finito prima sui social e quindi sui media specializzati. I fatti: al golf club di Letchworth, nella contea inglese dell’Hertfordshire, un giocatore dilettante non ha potuto farsi le diciotto buche perché sfoggiava un paio di calze non consentite dal regolamento del circolo.

Golf, look e regole... in un'immagine di repertorio

Golf, look e regole… in un’immagine di repertorio

David Cole, il protagonista della vicenda, non aveva ai piedi calzini multicolori o fluorescenti. Non aveva gambaletti o fantasmini di dubbio gusto per un giro su un campo da golf. Cole voleva giocare indossando un paio di calze nere a pois bianchi. Un gusto un po’ kitsch, magari non l’ideale per un selfie. Una scelta simile, insomma, è discutibile fino a un certo punto: se sopra i pois bianchi Cole avesse messo un paio di pantaloni lunghi il caso si sarebbe sgonfiato. Invece David si è presentato in segreteria con i calzoni corti, una polo e quei calzini. I responsabili del circolo gli hanno ricordato le regole (ecco il dress code previsto) e lo hanno invitato ad adeguarsi. L’invito è però caduto nel vuoto.

Golf, look e regole: il tam tam social

Il caso è quindi montato sui social dopo la denuncia del giocatore respinto. “Cacciato perché le mie calze non erano bianche – ha scritto Cole su Twitter – Hanno preferito non incassare 60 sterline di green fee tra me e mio fratello per il colore di un paio di calze che quasi non si vedeva”.

E siccome nulla passa inosservato sui social è arrivata presto anche la risposta del circolo. “Il dress code del club – scrive il general manager di Letchworth – non prevede calze nere e sono sicuro che le avranno chiesto di indossarne un altro paio e non di rinunciare al giro in campo”.

Il dibattito è quindi aperto. David Cole ha risposto a modo suo via Twitter: “Sfortunatamente non porto calze di ricambio per giocare a golf. Mi è stato detto che avrei potuto comprare un paio di calzini lunghi non sportivi per 7,5 sterline al vostro pro shop, in aggiunta al green fee. Mi piacerebbe conoscere il ragionamento dietro una simile regola”

E’ chiaro che ogni circolo si dota del regolamento che meglio preferisce e che viene votato dai suoi membri. Certo, nel 2018 storcere il naso per un paio di calze fa un certo effetto: non è così che si allarga la base di chi pratica questo sport (è altresì vero che non tutti i circoli sono interessati ad avvicinare nuovi giocatori).

Golf, look e regole: giusto cambiare?

Di golf, look e regole si è parlato spesso negli ultimi tempi: per le donne, la LPGA ha dichiarato guerra al dress code troppo sexy, sollevando un polverone guidato da Paige Spiranac. Sul versante maschile, sullo European Tour da un paio d’anni i professionisti possono fare il giro di prova del campo e giocare le pro am indossando i calzoni corti. Eventualità non ancora ammessa sul PGA Tour.

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10 risposte a “Golf, look e regole: giocatore inglese allontanato perché indossa calze nere

  1. L’idea che eliminando il dress code e consentendo un’etichetta in campo ammorbidita si aumenteranno i giocatori, è quello che finirà per rovinare il golf.

    • classifico il golf come il baseball NO sport, ma perdita tempo per persone che vogliono stare un po in disparte, ed altro, questo e il mio pensiero

      • La volpe e l’uva avrebbero molte cose da spiegarti . E il denaro , quanto basta per una vita dignitosa, non c’entra niente. Parlo di attività sportiva. A meno che tu non abbia provato è deciso che ti annoia e preferisci altre cose . Il baseball ha tempi morti per lo spettatore, ma alla base ha allenamenti come tutti gli altri sport compreso il golf. Quello che frega è il tempo da dedicare per una gara e le 18 buche. Io l’ho avuto raramente , la famiglia ha i suoi diritti. Ma il praticare mi piace enormemente e anche quell’’ora passata sul campo pratica mi piace da matti. Riduzione della lunghezza dei campi, oppure gare su 9 buche. Aiuterebbero alla diffusione, anche quasi nessun neofita ha idea di quanto duri un a gara amateur.

      • ..non lo reputi uno sport? eppure serve preparazione fisica (non parlo della parte aerobica ma di quella muscolare), concentrazione, tecnica e ti assicuro…tanto tanto e tanto allenamento per raggiungere dei risultati mediamente buoni. non sto parlando a livello professionistico perchè a livello professionistico ti riporto un articolo di qualche anno fa che descriveva la preparazione atletica di un certo Tiger Woods…ed è tutta un altra storia…. ah…certo…non è sport..

        “La giornata tipo in allenamento di Tiger Woods dura 12 ore. Dalla sveglia presto la mattina alla sera passata ovviamente a riposarsi per affrontare poi il successivo giorno alla grande. Il numero uno al mondo – finalmente riappropriatosi di uno scettro che per troppo tempo gli era sfuggito – si alza alle sei e mezza e prima di fare colazione si mette già al lavoro. Un’ora di attività aerobica per bruciare, a scelta tra corsa di resistenza, corsa a scatti oppure bicicletta. Alle sette e trenta è l’ora della prima sessione di sollevamento pesi al 60-70 per cento delle possibilità, dunque senza forzare esageratamente, con ripetute ad alta velocità e diversi esercizi e varianti. Finalmente, alle 8.30 c’è tempo per la colazione che sarà a basso contenuto di grassi e ad alto contenuto proteico.
        Alle 9 si scende in campo per un riscaldamento di due ore in pratica lavorando soprattutto sullo swing. Alle 11 si lavora sul putt per mezzora o nel caso anche un’intera ora. Le nove buche canoniche sono l’antipasto del pranzo che in casa Woods si serve alle 13.30 anche in questo caso con un alto apporto proteico (carne o pesce alla griglia, solitamente), tanta verdura e frutta e pochissimi grassi. Alle due di pomeriggio si ritorna sul campo pratico per la seconda sessione di tecnica.
        Tiger starà lì per tre o quattro ore lavorando come sempre sullo swing, concentrandosi poi sul gioco corto, approcci e uscite dal bunker. A seconda dei giorni può anche ritornare nuovamente sul campo per altre nove buche. Alle 18.30 è l’ora della seconda sessione di sollevamento pesi questa volta alla massima potenza e alle massime potenzialità con ripetute spaccamuscoli.
        Alle 19 Tiger termina la propria giornata “lavorativa”

  2. Avviso ai naviganti: proporzionalmente le persone più ricche del mondo, giocano a golf, invece che fare altro, ci sarà un motivo? Di golf dovrebbero parlare solo i tesserati, comunque non prima dei 10 anni di gioco. Questo perché il golf e le sue regole, sono incomprensibili per chiunque non abbia maturato una profonda e intima consapevolezza di gioco. Concludo che se nella vita sei scorretto e ladro, lo sarai nel golf, e pretenderai di ottenere deroghe di dress code, di “accicciarti” la palla o di non contare tutti i colpi effettuati. Il golf è lo specchio della vita, ma non tutti sanno vivere.

    • Sono d’accordo sul suo pensiero relativo alle regole, su chi ruba a golf e che per definirsi golfista bisogna avere un bel pò di esperienza… Però non è vero che a golf giocano solo le persone più ricche del mondo, ci sono posti dove il gioco è popolare a tutti i livelli e l’essere “signori” anche nel golf molto spesso è inversamente proporzionale allo spessore del portafogli…

      • Vero tutto: segnalavo la questione delle persone più ricche, solo per definire che anche chi può fare tutte le scelte, in larga parte, sceglie il golf. Fortunatamente giocare può non essere un grande investimento, anzi, molto meno dello sci, per dire. Solo che ci vuole molto tempo, l’unico vero cruccio dei tempi moderni.

  3. 1989 . York GC. Non si accede al campo in jeans. Giocammo in bermuda orribili e calzini inguardabili. Ma giocammo. In compenso non potemmo bere nemmeno, cosa dico birra!?, un bicchiere d’acqua al bar, perché si accedeva solamente indossando la cravatta….ma il campo era bello.

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