Paolo Ferraris vince in Portogallo: è suo il primo acuto azzurro

Primo sigillo azzurro alla stagione golfistica: Paolo Ferraris si è imposto con 205 colpi (70 67 68, -11) nel Portuguese International Amateur Championship, torneo giocatosi sul percorso del Montado Hotel e Golf Resort (par 72), a Palmela. Il tesserato del Royal Park I Roveri ha lasciato a due colpi il danese Christoffer Bring e a tre il francese Edgar Catherine. Buone prove di Jacopo Vecchi Fossa, nono con 211 (-5), e di Guido Migliozzi, 19° con 214 (-2).

Paolo Ferraris

Paolo Ferraris vincitore del Portuguese International Amateur Championship

Il torneo, a causa della nebbia, è stato ridotto da 72 a 54 buche. Ferraris ha iniziato il turno conclusivo con un colpo di ritardo da Strin e da Chesters, ma ha rimediato subito con una partenza lampo infilando 4 birdie in 6 buche. Sulle seconde nove ha avuto un cammino piuttosto accidentato, ma il saldo è stato ampiamente attivo.

La seconda volta – Il vincitore, 21 anni, è al secondo alloro internazionale dopo quello ottenuto nel Turkish Amateur Open Championship (2014) e, curiosamente, anche in quella occasione la gara fu accorciata per condizioni climatiche sfavorevoli.. Lavora presso l’azienda di famiglia. “Sono partito molto bene – ha detto – poi nelle buche di ritorno ci sono stati parecchi alti e bassi. Non mi hanno aiutato un paio di approcci difficili, sono venuti quattro bogey, ma quando si

segnano otto birdie e si vince il resto conta poco. Oggi, peraltro, ho avuto anche il pieno supporto del putter, mentre c’era stata qualche incomprensione in precedenza. Prospettive? A fine anno proverò a passare professionista, ma nel frattempo mi auguro che arrivino altri risultati come questo”.

La soddisfazione di Binaghi – Molto soddisfatto il direttore tecnico della squadra nazionale maschile, che ha accompagno il team insieme all’allenatore Federico Bisazza: “Abbiamo preparato bene la gara con delle prove campo meticolose. Non pensavo che potessimo vincere alla prima uscita per il fatto che i giocatori delle altre nazioni si erano allenati a lungo in varie località come Stati Uniti, Dubai, Sudafrica ed altre, mentre noi abbiano svolto solo due brevi stage, ma evidentemente il lavoro fatto è stato ottimale e ha pagato”. (fonte Federgolf)

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