
Donald Trump ha aperto un nuovo fronte di scontro politico. Dopo dazi, immigrazione e/o politica estera, l’uomo più potente della Terra mette nel mirino l’ora legale. Il presidente vorrebbe si mantenesse per tutto l’anno, eliminando il cambio tra primavera e autunno. Secondo Trump, avere più luce la sera significa meno criminalità, giornate meno deprimenti e meno caos.
Ma dietro questa battaglia c’è anche un interesse che riguarda molto da vicino il mondo del golf, sua grande passione e uno dei suoi grandi business.
Un’ora di luce vale un miliardo di dollari

Il principale sostenitore della riforma, almeno dal punto di vista economico, è proprio l’industria del golf americana. Brian Rolapp, ceo del PGA Tour, ha scritto alla Casa Bianca spiegando che un’ora di luce in più nel tardo pomeriggio potrebbe introdurre 23 milioni di nuovi giri in campo ogni anno, con un incremento stimato di oltre un miliardo di dollari di fatturato per il settore.
Più ore di luce significano infatti più tee time dopo il lavoro, campi aperti più a lungo e maggiori incassi da green fee. E che dire dell’indotto fatto da ristorazione, pro shop e lezioni?
Anche la National Golf Course Owners Association sostiene la riforma. Il suo presidente, Jay Karen, ha sottolineato come molti circoli potrebbero prolungare l’orario di apertura e aumentare i ricavi, pur ricordando che nei campi situati negli Stati più settentrionali l’inverno resta troppo rigido perché il beneficio sia davvero significativo.
Per Donald Trump il tema non è secondario. Oltre a essere un appassionato golfista, il presidente possiede numerosi golf club negli Stati Uniti e all’estero. Un aumento delle ore di gioco serali potrebbe quindi favorire anche le sue attività imprenditoriali.
Cos’è il Sunshine Protection Act di Donald Trump
La proposta di legge è legata al Sunshine Protection Act. La Camera dei Rappresentanti ha già approvato il testo con un ampio consenso, ma il provvedimento è fermo al Senato, dove alcuni parlamentari degli Stati del Nord (soprattutto di Arkansas, Montana e South Dakota) continuano a opporsi.

Il motivo è semplice: con l’ora legale permanente, in inverno il sole sorgerebbe molto più tardi. In alcune località del Nord degli Stati Uniti l’alba arriverebbe tra le 8:30 e le 9:30 del mattino, costringendo milioni di bambini ad andare a scuola completamente al buio e molti lavoratori a iniziare la giornata senza luce naturale. L’esatto contrario di quanto voluto da Trump.
Proprio contro uno dei principali oppositori della legge, il senatore dell’Arkansas Tom Cotton, Donald Trump ha pubblicato su Truth perfino il numero di telefono invitando gli elettori a tempestarlo di telefonate.
Il dibattito sulla salute
Il confronto non riguarda soltanto l’economia. Lo sappiamo benissimo anche in Italia. Esporsi alla luce naturale nelle prime ore del mattino aiuta infatti a regolare il sonno, favorisce la vigilanza e contribuisce al benessere psicofisico.
Al contrario, iniziare la giornata nel buio potrebbe aumentare sonnolenza, difficoltà di concentrazione e, secondo alcuni studi, incidere negativamente sull’umore. Altri esperti, invece, evidenziano i benefici sociali ed economici di avere più luce nel tardo pomeriggio, con un possibile incremento delle attività all’aperto, dello sport e della frequentazione di negozi e locali.
E in Italia quando cambia l’ora?
In Italia l’ora legale terminerà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, quando alle 3 le lancette verranno riportate alle 2. L’ora legale tornerà poi nell’ultima domenica di marzo 2027.
Anche nell’Unione Europea il dibattito sull’abolizione del cambio dell’ora è aperto da anni. Nel 2019 il Parlamento europeo aveva votato a favore della possibilità per ogni Stato membro di scegliere se mantenere permanentemente l’ora solare oppure quella legale. Tuttavia, il provvedimento non è mai entrato in vigore perché i governi non hanno trovato un accordo comune.
Per il momento, quindi, anche i golfisti italiani continueranno a fare i conti con giornate che in autunno si accorciano rapidamente.

