
Scomodando Qoèlet, possiamo ben dire che anche nel golf c’è un tempo per ogni cosa: uno per il campo pratica e uno per le gare, uno per vincere e uno per lavorare. Ne è conscio Guido Migliozzi che, cinque anni dopo lo storico quarto posto allo US Open di Torrey Pines, coglie l’occasione di riflettere sul proprio percorso in un’intervista concessa all’edizione Middle East di Golf Digest.
Nel colloquio con Thomas Woodgate, il Miglio parte proprio da quello strepitoso piazzamento arrivato a soli 24 anni. “Dopo lo US Open – racconta – forse la gente si aspettava che le cose accadessero molto velocemente, ma il golf non funziona proprio così”. Il vicentino, forte di quattro successi sul DP World Tour, mostra oggi una maturità diversa rispetto agli inizi della carriera.
Dalle sue parole emerge un giocatore meno ossessionato dai risultati immediati e più concentrato sul processo che può portarlo in alto. “Colpire bene la palla è qualcosa che qualsiasi golfista professionista sa fare. Ma se riesci a farlo ancora e ancora, nell’arco di un intero torneo, hai davvero la possibilità di vincere”. Tradotto: continuità ad alto livello nei momenti che contano.
La filosofia di Guido Migliozzi

Giocare a golf, a qualsiasi livello, significa convivere con la pazienza. Alla soglia dei trent’anni Migliozzi sa che nella carriera di un professionista si alternano alti e bassi, cambiamenti tecnici, momenti di fiducia e altri in cui bisogna semplicemente aspettare. “Ora sto usando il tempo a mio vantaggio. Sto lasciando che il mio golf si sviluppi naturalmente. Sto imparando da tutti gli alti e bassi. Conosco molto meglio il mio gioco e me stesso”.
I numeri del Miglio
Attualmente il 29enne azzurro occupa la 274ª posizione del ranking mondiale mentre il suo miglior piazzamento è il 65esimo posto (settembre 2021). Nel 2019, anno da rookie sul Tour, si è imposto in due gare, doppietta riuscita a pochissime matricole. Nella stagione attuale ha giocato 18 gare sul circuito: il miglior risultato stagionale resta il secondo posto al Turkish Airlines Open, a due colpi dal vincitore Mikael Lindberg.
In carriera ha superato i sei milioni di euro di premi sul circuito europeo (fonte DP World Tour).
