
Alzi la mano chi non crede che il golf sia lo sport più individualista al mondo. Del resto sul green si vince da soli e si perde da soli: ogni colpo è una responsabilità personale, ogni errore non può essere condiviso con nessuno. A Padova, però, c’è un uomo deciso a ribaltare questa convinzione. Si chiama Nicola Rizzo ed è l’ideatore e presidente di T59, la prima squadra di golf in Italia e, probabilmente, la seconda in Europa.
di Sauro Legramandi
Visionario e appassionato di golf, Nicola Rizzo raccoglie i primi frutti di un progetto che parte da lontano ma con lo sguardo ancora più lontano. “L’intenzione mia e di chi ha sostenuto T59 in questi diciotto mesi – spiega – è quella di aiutare i giovani golfisti. Finché sono dilettanti e prendono parte alle gare giovanili sono sostenuti dalla Federazione. Poi arriva la fase del passaggio al professionismo, un momento a volte traumatico. Noi vogliamo supportarli in questa fase, sostenendoli economicamente che da un punto di vista organizzativo”.
In 16 mesi di attività agonistica, i T59ers hanno conquistato ben cinque vittorie e 10 top ten in tutti i circuiti di golf internazionali.
T59, chi c’è nella squadra
Della squadra fanno parte professionisti, proette e giovani dilettanti di prospettiva. A partire da Andrea Romano, di recente promosso sul DP World Tour. Con lui Matteo Cristoni, Pietro Boeris e Alessandro Radig, tutti impegnati sull’Alps Tour.


Tra le ragazze Benedetta Moresco (LPGA Tour), Matilde Partele (Ladies European Tour).
Completano il roster gli amateur Lapo Bisazza, Filippo Ponzano e Riccardo Cavina.
A guidarli in campo e fuori un certo Massimo Scarpa.
Battle Twelve, il primo successo di T59
Il battesimo del fuoco per Nicola Rizzo e la sua T59 si chiama Battle Twelve, altra novità assoluta nel panorama golfistico. A Padova la squadra italiana ha sfidato i francesi delC&S Golf Team (capitano Abdel Azfi-Danten), unica altra realtà europea strutturata come un vero team. Sul percorso del presidente Alvise Arvalli si è giocato per due giorni sulla distanza delle 12 buche con la formula match play. Il modello è chiaramente quello della Ryder Cup.
In realtà la sfida è stata resa più accattivante grazie a una serie di modificatori, per usare un termine fantacalcistico. Il matchplay, ad esempio, si è giocato sino all’ultima buca perché ogni buca di vantaggio si trasformava in punti validi per la classifica finale. Completano i trick di Battle Twelve i cosiddetti Side Games, bonus a disposizione del team o del singolo per avere un vantaggio o per mettere in difficoltà l’avversario.


A sollevare la coppa giovedì pomeriggio a Padova sono stati i ragazzi guidati da Massimo Scarpa. T59 ha avuto la meglio con un un punteggio finale di 19-9 ma il risultato è stato in discussione fino ai singoli del pomeriggio.
Una Champions League per il golf
Ora Nicola Rizzo e il gruppo di sponsor che sostiene il progetto sono pronti a ripartire. L’obiettivo resta quello di accompagnare professionisti, professioniste e giovani dilettanti nel loro percorso di crescita, ma anche di continuare a portare al golf gli studenti delle scuole del Padovano, facendo conoscere uno sport che troppo spesso viene considerato distante.


L’avventura di T59 è appena iniziata, ma le grandi idee nascono come da una mission impossible. “Siamo agli inizi – chiosa Rizzo – forse siamo solo sognatori, ma i sogni bisogna perseguirli. Bisogna crederci. E magari, chissà, un giorno potremo assistere a una Coppa dei Campioni a squadre”.


