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Usa, bimba muore colpita da una pallina da golf giocata dal padre

Morire per il golf. Il più atroce degli incidenti si è consumato su un 18 buche nello Utah dove una bimba è deceduta dopo essere stata raggiunta da una pallina da golf. A rendere ancora più assurda e drammatica la disgrazia è il fatto a colpire quella stramaledetta pallina sia stato suo padre.

La disgrazia è accaduta lunedì mattina nella cittadina di Orem, per la precisione lungo il percorso dello Sleepey Ridge Golf Course. L’uomo stava facendo un giro di pratica, un allenamento come tante altre volte in una giornata magari ritagliata per sport e famiglia. Con lui la figlia di sei anni a bordo della golf car. Quella che era iniziata come una giornata di festa è finita in tragedia.

La dinamica

Arrivato sul tee di partenza di una delle buche dello Sleepey Ridge, l’uomo ha parcheggiato la golf car con la bimba a bordo e si è incamminato, bastone in mano, verso l’area di partenza. Ha piazzato la pallina sul tee, ha provato lo swing un paio di volte e poi via col primo colpo. Ha eseguito la stessa routine di un qualsiasi giocatore di golf in un qualsiasi campo in giro per il mondo. Purtroppo il fato ha voluto che non tutto filasse liscio lunedì mattina ad Orem. L’uomo ha colpito male la pallina che ha preso un direzione imprevista e imprevedibile. Per una stramaledetta piega del destino quella pallina è volata velocemente verso la golf car parcheggiata, centrando il collo della bimba.

Subito è scattato l’allarme: il 911 l’ha prima portata nell’ospedale più vicino, quindi in elicottero al Primary Children’s Hospital di Salt Lake City. Purtroppo è stato tutto vano.

Nessun reato contestato

Sul luogo dell’incidente è arrivata anche la polizia che ha compiuto i rilievi di rito. Non ci sarebbe molto da chiarire: la golf car con la bimba era ad una ventina di metri dall’area di partenza, parcheggiata alla sinistra dell’adulto. Trent Colledge, luogotenente della stazione di polizia, ha confermato che si tratta di un incidente. Nessuna ipotesi di reato è stata formulata a carico dell’uomo che dovrà convivere per sempre con la sua coscienza.

Vista la delicatezza del caso, gli inquirenti hanno preferito non diffondere i nomi di padre e bimba.

Morire per il golf, il precedente

Purtroppo quello di Orem non è un episodio isolato nella storia recente del golf. Nel febbraio 2018 la stessa tragica sorte era infatti toccata a Jaden Goldfinch-Booker, uno neozelandese di 27 anni. Jaden fu colpito sulla tempia da una pallina mentre stava giocando sul Frankton Golf Course, a Queenstown. A centrarlo un giocatore il cui tiro prese una direzione non voluta. In casi simili la regola prevede di urlare “fore” in modo da allertare dell’imminente pericolo.

Meglio andarono le cose a Jessica Crabb che di mestiere nell’ottobre 2017 vendeva bibite in Oklahoma, lungo il percorso di Edmond. Anche lei, era su una golf car e per sicurezza si era messa al riparo di un bosco in attesa del passaggio dei vari team di gioco. Una pallina però s’infilo nel parabrezza del mezzo e la raggiunse in piena fronte: se la cavò con cinquanta punti di sutura e tre interventi chirurgici.

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