Olimpiadi, il circolo di golf di Tokyo 2020 ci ripensa: ok alle donne tra i soci

Alla fine tanto tuonò che piovve sulle Olimpiadi di Tokyo. Il Kasumigaseki Country Club, il circolo dove si terranno le gare di golf del 2020 ha fatto un passo indietro, ammettendo le donne tra i soci.

Olimpiadi Kasumigaseki Country Club

La home page del sito del Kasumigaseki Country Club

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Olimpiadi di Rio, anche Jason Day rinuncia: “Temo il virus Zika”

(s.l.) Altro macigno sul golf alle Olimpiadi: Jason Day, numero uno del ranking mondiale, non parteciperà ai Giochi di Rio2016. Come ha fatto McIlroy, l’australiano ha avvisato tutti con un comunicato postato su Twitter a 50 giorni dal primo tee shot: “Rinuncio perché ho paura di Zika: ho sempre considerato la mia famiglia prima di tutto e non voglio mettere a rischio future gravidanze di mia moglie e la salute dei miei figli” dice Day. Pochi minuti dopo di lui anche Shane Lowry ha annunciato il passo indietro per il timore di Zika

PONTE VEDRA BEACH, FL - MAY 15: Jason Day of Australia celebrates with son Dash, wife Ellie and daughter Lucy after winning during the final round of THE PLAYERS Championship at the Stadium course at TPC Sawgrass on May 15, 2016 in Ponte Vedra Beach, Florida. Scott Halleran/Getty Images/AFP

PONTE VEDRA BEACH – Jason Day festeggia con il figlio Dash, la moglie Ellie e la piccola Lucy la vittoria al The Players Championship (foto Afp)

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Olimpiadi, Costantino Rocca a Golfando: “Farei i salti per andare a Rio2016”

di Sauro Legramandi

“Se mi convocassero oggi alle Olimpiadi farei salti alti due metri nonostante abbia 60 anni e pesi cento chili”. In questa frase c’è tutto Costantino Rocca, il golfista più forte in campo e fuori che l’Italia abbia mai avuto. Poche parole da bergamasco doc che sono lontane anni luce dagli asettici comunicati stampa di quei golfisti professionisti che hanno detto “no grazie” ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Per chi non lo sapesse il golf torna alle Olimpiadi dopo 112 anni di esilio e più di un giocatore di primissimo piano ha rifiutato la convocazione (dagli ex numero uno al mondo Adam Scott e Vijay Singh ai sudafricani Schwartzel e Oosthuizen, da Jimenez a Leishman).

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Costantino Rocca

“Ognuno è libero di muoversi come crede ma chi dice no al Brasile non ha il giusto spirito sportivo – attacca Costantino – perché giocare a certi equivale a svolgere un lavoro e dire no alle Olimpiadi è una mancanza di rispetto sia verso il lavoro che verso chi vorrebbe partecipare ai Giochi e non può. Ripeto: se mi convocassero oggi ci andrei di corsa”. E se lo dice chi ha vinto cinque volte sullo European Tour non c’è motivo di dubitare. Continua a leggere

Il golf alle Olimpiadi, un ritorno agrodolce In sei rinunciano: per Zika o per soldi?

di Sauro Legramandi
@Sauro71

De Coubertin si metta il cuore in pace: a meno cento giorni dall’inizio dei Giochi di Rio che segneranno il ritorno del golf all’Olimpiade dopo 112 anni di ostracismo il suo motto “l’importante è partecipare” appare anacronistico come una cabina telefonica. I professionisti sembrano preferirgli Nanni Moretti, attanagliati dall’indecisione cronica di un “mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. Come temuto da chi conosce l’ambiente, delle due opzioni molti big hanno scelto la seconda. Sono già sei i forfait eccellenti: tre non vanno “per sfruttare quelle due settimane in vista del finale di stagione” tra tornei milionari e Ryder Cup, due hanno umanamente paura del virus Zika, uno per motivi non precisati.Olimpiadi_tee

PAURA DI ZIKA – L’ultimo (per ora) a chiamarsi fuori dalla lotta olimpica è stato Marc Leishman, n.35 del mondo: per le gare l’australiano gira il mondo con donna e due figli piccoli ma in Brasile non ci andrà. “La mia compagna Audrey ha un sistema immunitario molto debole – ha detto nelle scorse ore – al punto che l’anno scorso abbiamo rischiato di perderla a causa di un shock tossico causato da un batterio.

AUGUSTA – Marc Leishman al Masters Tournament (foto Afp)

A Rio i rischi per lei sarebbero ancora maggiori, e se anche lei non venisse e io gareggiassi poi potrei trasmetterle l’infezione” (con i rapporti sessuali). Lo stesso virus aveva in precedenza fatto desistere il fijiano Vijay Singh, ex numero uno al mondo.

Prima di loro avevano ad aver passato la mano erano stati Adam Scott (ex n.1 del World Ranking, vincitore di 29 tornei tra cui un Augusta Masters), i sudafricani Charl Schwartzel (ha vinto Augusta 2011) e Louis Oosthuizen (vincitore di un Open Championship), oltre all’iconico spagnolo Miguel Angel Jimenez.

I TEMPI E IL CONCETTO DI “NAZIONALE” – Se quella legata all’emergenza sanitaria è una motivazione al di sopra di ogni ragionevole dubbio, molto meno nobile la scelta di farsi da parte per non compromettere la stagione. Sono sospetti i tempi dei vari annunci: da anni si conoscono le date della competizione a cinque cerchi (11-14 agosto per i pro, 17-20 per le proette): possibile per chi è in odore di convocazione non ritagliarsi due settimane e partecipare a Rio? Perché dirlo a tre mesi dal primo tee shot? Continua a leggere

Adam Scott dice no alle Olimpiadi di Rio

Adam Scott non parteciperà alle Olimpiadi di Rio. L’intenzione era nell’aria e ora il numero 7 del ranking l’ha ufficializzata ora con un comunicato dove si parla di “decisione presa in base a un calendario pieno di impegni professionali e personali”.

Adam Scott

Adam Scott

Scott ha già avvisato la Federazione e il selezionatore, “augurando ogni fortuna al team olimpico australiano”. Qualcuno spera in un ripensamento ma una presa di posizione così netta non lascia spazio a illusioni.

Scott era uno dei giocatori che Continua a leggere

A Minneapolis “campo da golf” in aeroporto A settembre sarà lo scalo di Ryder Cup 2016

Inutile nasconderlo: il fiuto che gli americani hanno per gli affari ha pochi eguali al mondo. Lo capisci anche dalle “piccole” cose, da quei dettagli che fanno la differenza tra imprenditori improvvisati e businessman. Lo intuisci quando scopri che la PGA of America ha deciso di aprire un putting green e un maxi-simulatore di golf in un aeroporto degli Stati Uniti. Ne hai la certezza quando scopri che tra migliaia di scali statunitensi è stato prescelto quello di Minneapolis, in Minnesota. Idea casuale? Ma quando mai: dal 27 settembre al 2 ottobre 2016 all’Hazeltine National Golf Club di Chaska (Minnesota, of course)  si gioca la Ryder Cup, quest’anno il secondo evento sportivo in assoluto dopo i Giochi Olimpici di Rio.

Capito? E’ nato così il progetto PGA MSP Airport, milleduecento metri quadrati dedicati al golf laddove transiteranno nei prossimi mesi migliaia di viaggiatori appassionati di questo sport.

Golf minneapolis

L’area accoglienza e il putting green

Nessun problema se la legge americana impedisce di portare le mazze in quell’area dell’aeroporto per ovvie ragioni di sicurezza: tutto il materiale si potrà noleggiare dal gestore del pro shop. Senza vincoli, senza problemi. Continua a leggere

Diana Luna inizia la corsa verso le Olimpiadi di #rio2016

Comincia in Nuova Zelanda la lunga campagna olimpica di Diana Luna. La proette romana punta a conquistare un posto per Rio 2016 e per farlo ha bisogno di una serie di ottimi risultati, meglio se arriverà anche una vittoria. Ad oggi infatti tra le sessanta giocatrici con un biglietto per le Olimpiadi ci sono Giulia Sergas e Giulia Molinaro. Il limite per la qualificazione è fissato all’11 luglio.

Diana Luna

Diana Luna

La rincorsa di Diana Luna parte dall’Isps Handa New Zealand Women’s Open, gara d’apertura del Ladies European Tour 2016 sul percorso del Clearwater Golf Club, a Christchurch.

Il montepremi è di 200.000 euro.

Data la determinazione con cui la Luna vuole conquistarsi il pass per Rio c’è da ritenere che sia già a buon punto con la preparazione e quindi in grado di competere per l’alta classifica.

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Jordan Spieth nuovo testimonial Coca-Cola Stessi soldi di LeBron James e Taylor Swift

Nell’anno dello storico ritorno del golf alle Olimpiadi, Coca-Cola diventa sponsor di Jordan Spieth, il numero uno al mondo. L’annuncio dell’azienda è arrivato nelle scorse ore, guardacaso dopo la prima vittoria stagionale dell’americano sul PGA Tour.

Spieth dovrebbe guadagnare circa due milioni di dollari l’anno (il condizionale è d’obbligo perché nessuno ha messo nero su bianco le cifre dell’assegno) e entrare nel club dei testimonial più pagati da Coca-Cola: lo stesso trattamento è stato riservato a LeBron James, Jennifer Aniston e Taylor Swift.
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Olimpiadi sì, Olimpiadi no: il golf si è diviso Da Scott a Spieth, passando per Clarke

Olimpiadi sì, Olimpiadi no. Il mondo del golf sembra dividersi su Rio 2016, sull’evento più seguito del pianeta che – come sapete – riammette il nostro sport dopo 112 anni di assenza. A prescindere da complessi criteri di ammissione, non tutti i giocatori pro sono d’accordo sul gareggiare o meno per una medaglia d’oro. In palio c’è solo storia e gloria, proprio come per la Ryder Cup: niente maxi-assegni da fotografare o iban da girare all’ufficio finanziario.

Adam Scott of Australia lines up a putt to the first hole on the first day of the Australian Open golf tournament at the Australian Golf Club in Sydney on November 26, 2015. AFP PHOTO / Peter PARKS IMAGE RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE / AFP / PETER PARKS

Adam Scott sulla partenza dell’Australian Open

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No al campo olimpico di golf in una riserva: #occupygolf contesta Rio2016

Si parla già di golf olimpico anche se a Rio 2016 manca più di un anno. Ad esser sinceri, per ora, il ritorno di questo sport nella competizione a cinque cerchi ha riguardato di più le pagine di cronaca che quello sportive. OCCUPYGOLFE’ successo anche nei giorni scorsi quando il comitato #occupygolf ha interrotto la riunione del Cio in corso proprio a Rio. A scatenare l’ira della ‘torcida ambientalista’ è in particolare il progetto, che sta andando avanti, della costruzione di un campo di golf in una riserva naturale, e poi la lentezza ormai cronica del programma di disinquinamento delle acque della baia di Guanabara. Continua a leggere