Wells Fargo, Brian Harman imbuca da 8 metri alla 18 e vince – Molinari cede

Nel North Carolina è andato in scena il Wells Fargo Championship, importante gara del PGA Tour che segna il rientro del numero uno al mondo Dustin Johnson. Ecco come sono andate le cose.

Harman stupisce tutti, soprattutto Dustin Johnson

(Lunedì 8 maggio) Con un putt da oltre otto metri  alla buca 18, Brian Harman ha vinto il Wells Fargo. Una gara memorabile quella sul percorso di Wilgminton con un finale non consigliato ai deboli di cuore.

Wells Fargo

WILMINGTON Brian Harman esplode dopo aver imbucato alla 18 il lungo putt che gli consente di vincere il Wells Fargo Championship (foto Afp)

Purtroppo Francesco Molinari, dopo tre giri da protagonista, ha steccato il quarto e decisivo giorno chiudendo 24esimo.

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#RYDERCUP – Le pagelle: Reed/Mickelson e McIlroy/Pieters i migliori

Libere considerazioni su alcuni dei protagonisti visti in campo ad Hazeltine. Sei d’accordo?

 

REED voto 9,5 – Il protagonista assoluto di questa Ryder Cup sul fronte a stelle a strisce. Che avesse le palle lo aveva dimostrato a Gleaneagles ma ad Hazeltine ha saputo abbinarle a tecnica e strategia. Domenica avrebbe battuto facilmente qualsiasi europeo… e ha battuto il più forte degli europei

Team USA Patrick Reed (R) reacts with teammate Jordan Spieth after winning their match against Team Europe Justin Rose and Henrik Stenson on the 16th green during the Morning Foursome matches at the 41st Ryder Cup at Hazeltine National Golf Course in Chaska, Minnesota, September 30, 2016 / AFP PHOTO / TIMOTHY A. CLARY

CHASKA – Patrick Reed (Foto Afp)

MICKELSON voto 9 – Da quanto non giocava così bene? Il matchplay con Garcia, come detto, e’ da mostrare alle Golf Academy. Che sia di buon auspicio per la sua carriera: certi di rivederlo anche a Parigi 2018. Mica vorrà fermarsi a 11 Ryder consecutive?

MCILROY voto 8,5 – Ormai un leader dentro e fuori dal campo. Stakanovista nei doppi, ha dato l’anima e qualcosa in più contro Reed. Un esempio Continua a leggere

La Ryder Cup saluta l’Europa, gli Stati Uniti vincono 17-11 con merito

La Ryder Cup torna negli Stati Uniti: gli Usa hanno vinto l’edizione numero 41 giocata ad Hazeltine, in Minnesota. E’ finita con un 17-11 maturato negli ultimi singoli quando ormai tutto era praticamente compiuto: il putt decisivo è stato quello di Ryan Moore, entrato in squadra solo sette giorni come terza wild card. E ora il suo nome è nella storia del golf Usa.

CHASKA, MN - OCTOBER 02: Phil Mickelson of the United States reacts after a putt on the 18th green during singles matches of the 2016 Ryder Cup at Hazeltine National Golf Club on October 2, 2016 in Chaska, Minnesota. David Cannon/Getty Images/AFP

CHASKA – Mickelson imbuca dalla distanza sulla 18 ed esulta (Foto Afp)

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Domenica un professionista vincerà 10 mln di dollari. O forse di più

Domenica notte ci sarà un giocatore molto più ricco degli altri. Con il Tour Championship si chiude il playoff di FedEx Cup e si tireranno le somme: per la vittoria della singola gara ci sono in palio 1,53 milioni di dollari, per la FedEx un jackpot di ben 10 milioni. Non è esclusa la doppietta: 11,53 milioni in un colpo solo.

CARMEL, IN - SEPTEMBER 11: Dustin Johnson walks to the ninth green during the final round of the BMW Championship at Crooked Stick Golf Club on September 11, 2016 in Carmel, Indiana. Scott Halleran/Getty Images/AFP

Dustin Johnson al BMW Championship

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#PrayForParis è anche nel golf a Shanghai Al BMW Masters la prima vittoria di Broberg

Il francese Julien Quisne nel minuto di silenzio – #prayforparis

L’eco degli attentati di Parigi è arrivata anche al Lake Malaren GC dove si giocava l’ultimo giro del BMW Masters, terza di quattro gare delle Final Four dell’European Tour. Sul campo di Shanghai, i giocatori hanno osservato un minuto di silenzio in omaggio alle vittime dell’attacco a Parigi. Momento sentito e toccante con i 78 pro ancora in gara, i rispettivi caddies e il pubblico intero immobili in piedi e in silenzio. Moltissimi giocatori hanno indossato un nastrino nero sul cappellino, qualcuno (come il francese Benjamin Hebert) vi ha scritto sopra anche “Pray for Paris”. Reed e Broberg hanno portato un vessillo con un simbolo della pace.

Patrick Reed e Kristoffer Broberg - #prayforparis

Patrick Reed e Kristoffer Broberg – #prayforparis

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Us Open, è golf o paesaggio lunare? FOTO In testa volano Spieth e Reed

Francesco Molinari ha rallentato il ritmo e con un parziale di 73 colpi (+3)  e lo score di 141 (+1) è arretrato dal settimo al 21° posto nel secondo giro dello US Open. Al comando con 135 (-5) Jordan Spieth e Patrick Reed che hanno un colpo di vantaggio sul sudafricano Branden Grace e su Dustin Johnson (136, -4). Da segnalare che Jason Day ha accusato vertigini sull’ultima buca, diagnosticate da sanitari come un problema all’orecchio. Ma quello dell’australiano non è l’unico disagio dell’edizione 2015 del major: nel mirino il percorso scelto, caratterizzato da decine di bunker e poco fairway verde. Chambers Bay sorge infatti su una ex cava di sabbia e ghiaia, nei pressi di Tacoma (Washington). Vi passa ancora la ferrovia e la vista è da cartolina, sulla stretto di Puget. Ha un solo albero.

Sergio Garcia alla buca 14

Tornando alla gara, ha ceduto con un 74 (+4) Henrik Stenson, 12° con 139 (-1), che era al comando con  Johnson dopo un giro, e sta deludendo Rory McIlroy,(44ª posizione con 144 ). Sempre malissimo Tiger Woods il quale all’80 (+10) iniziale ha aggiunto un 76 (+6) e ha stabilito un altro record personale negativo: non aveva mai segnato uno score così alto dopo 36 buche. Tiger è uscito per la seconda volta prima del tempo nell’US Open in 17 partecipazioni e ha subito il 13° taglio in carriera su 308 tornei nel PGA Tour.

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The Masters, scene da golf in festa

Ha preso il via con la sfida Par 3 l’edizione 2015 dell’Augusta Masters, in Georgia. Ma più che una gara è stato uno spot per il golf perché ad Augusta i giocatori hanno portato in campo figli, compagne, cantanti ed ex segretari di Stato Usa. Una passerella per ricordare come gli Stati Uniti amino il golf e come il primo major della stagione “ami” gli Stati Uniti.

Liam Every, figlio di Matt, a spasso per il green

All’Augusta National Golf Club il rientrante Tiger Woods ha ingaggiato come caddies i figli Charlie Axel e Sam Alexis: accanto a loro – in un look poco golfistico – Lindsey Vonn, compagna dell’ex numero uno. Rory McIlroy ha girato con un caddie del calibro di Niall Horan, star degli One Direction. Ritratto di famiglia per Patrick Reed sul green con la piccola Winsor-Wells, Brendon Todd e Ian Poulter. In questo circolo è “socia” anche Condoleezza Rice: ed eccola spuntare accanto a Lindsey Vonn. Rickie Fowler invece si accontenta della fidanzata, la modella Alexis Randock. Ma la copertina non può che essere per Liam Every, figlio di Matt: il piccolo gira indisturbato sul green fino a sorreggere l’asta.

Da stasera tutti questi pro si daranno battaglia per la green jacket e un montepremi complessivo di 9 milioni di dollari.

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Ryder, Patrick Reed zittisce il pubblico: Callaway stampa quel gesto sul driver

Il simbolo stampato sui driver Callaway

Patrick Reed non è il giocatore più amato in Europa. Non lo era fino a domenica mattina e non lo è di sicuro da domenica pomeriggio quando il pro Usa si è lasciato andare a un brutto gesto durante la giornata di singoli di Ryder Cup. Cosa ha fatto questo rookie? Ha platealmente zittito il pubblico di Gleneagles dopo aver imbucato il putt per il birdie alla buca 7 nel match (poi vinto) con Henrik Stenson. Quel gesto ora diventa business: Callaway Golf ha infatti diffuso un video dove la sagoma di Reed mentre zittisce tutti viene impressa col laser sulla testa del driver. A futura memoria.

Un dito davanti alla bocca all’indirizzo del pubblico può sembrare una leggerezza per chi è abituato a sputi e/o dito medio in bell’evidenza. Eppure per il golf è un gesto che fa rumore, anche se la Ryder è un mondo a parte: la competizione tra Stati Uniti e Europa è l’unica gara in cui tifare è lecito, violando uno dei santuari di questo sport (vale a dire il silenzio prima e poco dopo ogni colpo). Tifo per tifo, gli americani sono molto meno politically correct dei tifosi del Vecchio Continente.

Certo bisogna calarsi nei panni di Patrick Reed, al debutto in Ryder: al momento della reazione, lui aveva Continua a leggere