Arizona, quando il golf diventa show (e fuori programma)

Il Waste Management Phoenix Open deve ancora iniziare, ma la tradizionale Pro Am al torneo del PGA Tour ha già regalato spettacolo. Sul percorso una folla record di 83.034 spettatori e la presenza in campo di molte star dello sport americano. Molte star più uno streaker che ha fatto il suo show nudo in mezzo al campo.

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Quanto male fa una pallina da golf in fronte? Chiedilo a Jessica

La prossima volta che tu, giocatore di golf, dimentichi di urlare fore quando la tua pallina prende una direzione pericolosa pensa a Jessica Crabb. Ricordati di lei e condividi questo post sulle bacheche dei circoli e dei tuoi compagni di gioco. Perché chi non avvisa che la sua pallina da golf ha preso una traiettoria sbagliata e pericolosa può fare male. Molto male. Chi è Jessica Crabb? E’ una ragazzina statunitense colpita in piena fronte da una pallina da golf.

Pallina da golf in testa

Un tweet di Jessica qualche giorno dopo l’incidente

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Lydia Ko accetta la sfida: la bottiglietta si ferma sul wedge – VIDEO

Nuovo tormentone virale: dopo tutti i vari challenge a fin di bene (ultimo il mannequin) , ora la sfida si gioca sull’acqua. Si chiama #evianBottleFlipChallenge la gara “lanciata” da Maria Sharapova nelle scorse settimane a Lydia Ko. La neozelandese di origini sudcoreane ha subito accettato.

Lydia Ko

SINGAPORE – Lydia Ko durante una conferenza stampa (Foto Afp)

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Greg Eason chiude un par 5 in 15 colpi – Il giorno dopo gira in 68 (-22)

Potrebbe essere racchiusa in un #jesuisgregeason l’essenza e la bellezza del golf. Quell’hashtag racconterebbe più di cento articoli l’autentico spirit of the game di questo sport. Greg Eason è un professionista inglese di 25 anni che, nei giorni scorsi sul Web.com Tour, ha chiuso un par 5 in 15 colpi, segnando un terribile 90 nello score di giornata. Mai nessuno prima di lui aveva marcato un 15 in uno score del Web.com Tour. Ventiquattr’ore dopo ha chiuso le stesse diciotto buche in 68 (4 sotto il par), senza marcare un solo bogey. Mai nessuno prima di lui ha migliorato di ben 22 colpi la prestazione precedente.

Greg Eason (foto AFP)

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Honda Classic, Gary Woodland gioca in mutande

Adam Scott ha vinto l’Honda Classic in Florida ma le luci della ribalta non sono tutte per lui. A ritagliarsi un piccolo spazio ci ha pensato Gary Woodland, pro americano rimasto letteralmente in mutande sulla buca sei del quarto e ultimo giro della gara di Palm Beach Gardens. Soprattutto i social hanno evidenziato la performance dello giocatore Usa che ha spedito il tee shot (il primo colpo di ogni buca) direttamente in un ostacolo d’acqua, nell’avvallamento di un laghetto.

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Gary Woodland in mutande all’Honda Classic

Si trattava di un par 4 e evidentemente Woodland non gradiva né giocare con i piedi fradici né girare con i pantaloni bianchi macchiati di fango. Quindi si è tolto scarpe, calze e calzoni per colpire al meglio la pallina che dall’ostacolo d’acqua è finita poi in bunker. Nonostante sfortuna e look, alla fine però Gary ha chiuso la buca in par.
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Palline ko, spioni, sveglie e caddie strani Nove storiche squalifiche nella storia

Non tutte le gare di golf a livello professionistico sono perfette. Un conto sbagliare un putt da un metro, un conto infrangere una regola per pura distrazione ed essere costretti ad uscire di scena, perdendo gare e montepremi. Se vi è capitato, consolatevi: nel golf professionistico è successo anche questo.

di Sauro Legramandi

Nel 1966 Doug Sanders al Pensacola Open, negli Stati Uniti, era così in forma e lanciato verso la vittoria che si fermò a firmare decine di autografi alla fine del secondo giro. Ma l’americano dimenticò di firmare l’unico pezzo di carta che doveva assolutamente siglare. Esatto: lo score. Fu squalificato e si beccò 10mila dollari di multa.

Greg Norman nel 2015 (foto Afp)

Greg Norman vent’anni dopo difendeva alla grande il suo titolo al 1996 Greater Hartford Open, nel Connecticut. Era in testa dopo il primo giro ma venne squalificato per avere giocato con palline non conformi agli standard della Us Golf Association. Assurda la non conformità: sulla sua Maxfli c’era stampato XS-9, quelle conformi agli standard avevano stampato XS-90.

L’inglese Bronte Law, una delle giocatrici amateur più promettenti, nel 2015 si è giocata la chance di misurarsi con le proette nel Ricoh Women’s Open perché ha usato un misuratore di distanza elettronico all’Irvine Golf Club in Scozia. La tecnologia è permessa solo nelle gare amateur.

Nella preistoria del golf, anno 1940, Ed Oliver era in testa dopo il terzo giro degli Us Open ma le condizioni meteo stavano peggiorando, mettendo a rischio la gara. Oliver voleva giocare ad ogni costo e con il suo team partì prima dell’orario previsto, con lo starter assente dall’area di partenza. Immediata la squalifica, nonostante i suoi stessi avversari chiedessero clemenza per lui.

NORTON, MA - SEPTEMBER 03: Jim Furyk of the United States in action during the pro-am event prior to the Deutsche Bank Championship at TPC Boston on September 3, 2015 in Norton, Massachusetts. Ross Kinnaird/Getty Images/AFP

Jim Furyk

Jim Furyk disse addio al Barclays nel 2010 perché non si presentò alla partenza della Pro-Am shotgun alle 7.30, come previsto dagli organizzatori del Ridgewood Country Club, New Jersey. L’americano letteralmente non si alzò dal letto. Motivazione? Il suo cellulare si era completamente scaricato e non aveva la batteria di riserva: no sveglia, no gara.

 

Ricco il capitolo delle spiate. Uno spettatore poco abituato a farsi gli affari suoi… nel 2010 ha visto Dustin Johnson in azione agli US PGA Championship e lo ha denunciato telefonando alla PGA. Il suo errore? DJ non si era reso conto di essere finito in un bunker e aveva giocato come se fosse in fairway. La gara era nel Wisconsin, a Whistling Straits: i bunker di questo percorso non sono oasi di sabbia ma pieni di erba. “Non mi sono proprio accorto di essere in un bunker” disse DJ a squalifica avvenuta.   Continua a leggere

Justin Rose e quei 21 tagli consecutivi sullo European Tour

Adesso che Matteo Manassero ha rotto la serie nera dei tagli, possiamo dire che c’è chi ha fatto peggio di lui. Justin Rose infatti non è andato a premio per ventun gare consecutive sullo European Tour.

Accadde nel 1998, quando l’inglese era appena passato pro dopo un quarto posto da amateur all’Open Championship. Viste le premesse era lecito attendersi una partenza sprint  sul circuito, eventualità che non si realizzò: Justin Rose è uscito, appunto, dopo 36 buche per ventun gare di fila.

 Justin Rose

Justin Rose – Farmers Insurance Open a Torrey Pines (San Diego, California)

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McIlroy e i Bryan Bros, video spettacolare

In attesa di scoprirlo protagonista inatteso di uno speciale di “Chi l’ha visto”, Rory McIlroy torna a farsi vivo in un video. Lo fa senza dubbio per esigenze di immagine e sceglie come spalla i Bryan Bros, giocolieri del golf nonchè autori di decine di video virali sul green. I Bryan Bros trasformano questo sport in uno spettacolo, esasperando situazioni e soprattutto accentuando la difficoltà di molti colpi.   Con loro, Rory ha girato un filmato molto bello, direttamente a Whistling Straits, nel Wisconsin, sede del quarto e ultimo major della stagione (il PGA Championship, dal 10 al 16 agosto) e della Ryder Cup 2020. Continua a leggere

All’Open Championship Phil Mickelson manda la pallina… sul balcone

Consoliamoci e impariamo a non prendere questo sport troppo sul serio. Pensiamo alle nostre flappe, alle birre pagate per il tee delle donne non superato e poi ridiamoci sopra. Perché anche i professionisti ne combinano di tutti i colori: e quando sbagliano loro, l’errore fa il giro del mondo.

Phil Mickelson

Prendete Phil Mickelson, uno dei più forti americani in circolazione (anche se un po’ in calando). Lefty, come mostra il video, ha spedito la pallina leggermente fuori traiettoria alla 17 dell’Old Course. Esatto, all’Open Championship di lunedì, giro finale. La pallina è andata un po’ troppo a destra, è rimbalzata sul tetto del ristorante dell’Old Course Hotel e ha finito il volo sul balcone di una camera dell’albergo.
Morale della favola: triplo bogey e addio a metà dei sei birdies messi a segno lunedì.

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Se la pallina da golf rimane… incastrata sul bastone VIDEO

Capita difficilmente di rimpiangere la cosiddetta “flappa”, il tiro peggiore dal punto di vista stilistico e psicologico nel gioco del golf. Eppure guardando questo filmato amatoriale che arriva dall’Australia vien da pensare che la flappa sia un colpo da professionista. A questo fantomatico Charlie la pallina non solo non parte nella direzione voluta, non solo non parte nemmeno in orizzontale. A Charlie la pallina non parte proprio, rimanendo agganciata nel suo wedge. Un colpo così forte che “apre” la pallina e la incastra sulla faccia del bastone: uniti per sempre o quasi.


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