Il giapponese Abe regala a Donald Trump un driver Honma Beres da 3500 euro

Cosa regalare al presidente eletto degli Stati Uniti d’America al primo incontro informale con un capo di governo dopo il trionfo elettorale? E ancora: cosa regalare al presidente eletto se è anche uno degli uomini più ricchi al mondo con i suoi tre miliardi di dollari di patrimonio?driver_homna_beres

Shinzo Abe, primo ministro giapponese e primo governante a incontrare Trump dopo l’8 novembre non ci ha pensato molto: i due hanno in comune la passione per il golf e a New York Abe si è presentato con un driver made in Japan.

A confermarlo a GolfDigest.com è stata una fonte attendibile: nel faccia a faccia del 17 novembre alla Trump Tower, Abe ha donato al padrone di casa un Honma Beres S-05 con loft di 9,5 gradi e uno shaft “5S Armrq”.
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Donald Trump, il golf diventa un boomerang tra dubbi sul suo handicap, donne e debiti

Nel cammino verso la Casa Bianca Donald Trump ha un ostacolo in più da superare: il golf. La sua immensa passione per questo sport e il business che vi ha costruito attorno rischiano di trasformarsi in un boomerang nella sua corsa ad handicap. Le grane cominciano proprio dal suo handicap di gioco: a settant’anni Trump ha sempre dichiarato di giocare tre di handicap. Per i non addetti l’handicap è il numero di colpi di vantaggio che un giocatore ha a disposizione in una gara a 18 buche: si va dai 54 del principiante agli zero del professionista

US tycoon Donald Trump (R) plays a round of golf with Scottish golfer Colin Montgomerie as he officially opens his new multi-million pound Trump International Golf Links course in Aberdeenshire, Scotland, on July 10, 2012. Work on the course began in July 2010, four years after the plans were originally submitted. AFP PHOTO / Andy Buchanan / AFP PHOTO / Andy Buchanan

ABERDEEN  Donald Trump gioca con Colin Montgomerie il giorno dell’inaugurazione del Trump International Golf Links in Scozia, avvenuta il 10 luglio 2012 dopo quattro anni di lavori (Foto Afp)

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Donald Trump inaugura tre suoi campi da golf in Scozia ma gli inglesi non lo vogliono: “Brexit? I britannici si riprendono il Paese”

di Sauro Legramandi – @Sauro71

Dov’è mediaticamente l’ombelico del mondo oggi venerdì 24 giugno 2016? Esatto, la risposta è giusta: in Gran Bretagna all’indomani del voto sulla Brexit. E casualmente dov’è l’uomo che mediaticamente divide tutto il mondo? Anche questa risposta è giusta: Donald Trump è in Gran Bretagna, in Scozia per l’esattezza.  Trump ha interrotto la campagna elettorale per la Casa Bianca e col suo aereo privato è arrivato nella terra d’Albione in un giorno delicatissimo.

Donald Trump in Scozia

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Il candidato repubblicano alla Casa Bianca inaugura il resort “Trump Turnberry” con tre 18 buche

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Usa2016, università cattolica vieta ai suoi tesserati di praticare sul campo di Trump

Mentre Donald Trump marcia sempre più spedito verso la candidatura repubblicana alla Casa Bianca, qualcuno vuole stare il più lontano possibile da lui e dalle sue attività. Stavolta nel mirino c’è il mega resort del tycoon a Miami, il Trump National Doral con tanto di splendidi campi da golf: una scuola cattolica privata proprio di Miami, la Barry University, ha vietato alla sua squadra maschile di praticare al National Doral.

MIAMI - Trump nella giornata finale del World Golf Championships-Cadillac Championship

MIAMI – Trump nella giornata finale del World Golf Championships-Cadillac Championship (foto Afp)

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Donald Trump tra golf e primarie in Florida E incassa il voto di John Daly

Con alle spalle il SuperTuesday, Donald Trump ha il tempo di concedersi al golf. In attesa di sfidare sul green anche Obama, Trump non perderà occasione di presenziare al World Golf Championships-Cadillac Championship, in programma da giovedì a domenica in Florida. Perché il tycoon si dà al golf? Prima di tutto perché è una sua vecchia passione (e un suo business), poi perché il Cadillac si gioca in casa sua, al Trump National Doral di Miami e anche perché il 15 marzo ci sono le primarie repubblicane proprio in Florida.

Trump in una delle edizioni passate

Trump in una delle edizioni passate

Prima di bere l’amaro calice della politica e di incassare vittorie su vittorie nelle primarie repubblicane, Trump passava l’intera settimana di gara nel suo resort tra giocatori, sponsor e  appassionati a caccia di un selfie o di un autografo. “Adesso ho i servizi segreti alle calcagna – ha detto qualche ora fa scherzando con GolfWeek – ma ci sarò lo stesso, anche solo per un po’ ma ci sarò”.

L’idea di sovrapporre la politica a una gara di golf non piace molto alla PGA che da sempre cerca di allargare il bacino di utenza di pubblico e praticanti. Non è un mistero che le parole di Trump su musulmani e sul muro col Messico non siano piaciute anche nello sport ma nessuno può arginare il tycoon, anche perché il Doral è un suo resort. Continua a leggere

Trump a Obama: “Giochi a golf più di Tiger” E il presidente imbuca da 12 metri

Donald Trump attacca, Barack Obama imbuca. La politica americana passa anche da un campo da golf di questi tempi dove per un pugno di voti repubblicani (e il sogno di una candidatura alla Casa Bianca) Trump non perde occasione per alzare i toni e farsi notare. 

Trump a Obama

Barack Obama alla buca 18 del Mid-Pacific Country Club

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WGC, Dustin Johnson ritorna a vincere E Trump restituisce il ferro 3 a McIlroy

Non finirà facilmente in archivio l’edizione 2015 del WGC-Cadillac Championship al Trump National Doral di Miami in Florida. La gara finita la scorsa notte infatti è stata segnata da due eventi particolari: il ritorno alla vittoria di Dustin Johnson e il self control perso da Rory McIlroy alla buca otto del secondo giro, con tanto di ferro lanciato in acqua.

Trump_McIlroy

Trump riconsegna il ferro 3 a McIlroy

Il lancio del ferro: parte seconda – Il gesto del numero uno al mondo ha vissuto una sorta di happy ending, se proprio vogliamo essere sportivi. Prima della partenza del quarto giro, il miliardario Donald Trump (proprietario del club che ospita il WGC), si è presentato in campo pratica tenendo in mano un ferro 3 mentre Rory si scaldava. Non un bastone qualsiasi bensì proprio quello che il nordirlandese aveva gettato in fondo al laghetto. Un sub si era infatti preoccupato di recuperarlo a secondo giro finito. Sorrisi e battute tra Rory e Trump: “Nessuno deve giocare con 13 mazze” ha scherzato Trump. Probabilmente il destino di quel ferro 3 è comunque segnato: finirà nella clubhouse o verrà messo all’asta.

Dustin is back – A un mese dal ritorno sul green, Dustin Johnson ha vinto a Miami con 279 colpi (-9). Il 31enne di Columbia (South Carolina) ha superato J.B. Holmes (280, -8), leader alla partenza del giro conclusivo, al quale rendeva cinque colpi. Al terzo posto con 281 (-7) Bubba Watson, altro protagonista della gara.

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