Arriva il drone del golf: giocatori col naso all’insù in North Dakota

Golfisti americani, un drone vi disseterà ! Tra una manciata di giorni alzare gli occhi al cielo lungo le 18 buche di Grand Forks, nel North Dakota, servirà infatti per dissetarsi o sfamarsi. Nuvole o sole possono attendere: guardando in alto i giocatori del King’s Walk Golf Course non controlleranno le condizioni meteo bensì l’arrivo o meno di un drone. Il drone del golf.

Il drone del golf in partenza

Il drone del golf in partenza

Scatta infatti il 15 settembre un servizio innovativo per i golfisti: su quel percorso un drone consegnerà direttamente in campo qualsiasi tipo di bevanda o di tramezzino, hamburger compreso. Altro che mettere nella sacca una bottiglia piena di cubetti di ghiaccio! E così sta per finire il tempo di scappare in clubhouse alla buca 9 per rifocillarsi alla velocità della luce… Da quelle parti non è l’uomo che va dal cibo bensì il cibo dall’uomo.

Il servizio del drone del golf prevede un costo di tre dollari a consegna (ma sono previsti recapiti multipli). L’ordinazione viene raccolta tramite una app dedicata. Dalla prenotazione alla consegna passano circa dieci minuti: trascorso quell’intervallo di tempo sulle teste del team spunterà un drone con una scatola. Localizzato il punto di contatto, il velivolo calerà la fune e il pranzo sarà servito. Nelle sei settimane della prima fase, il drone del golf avrà un solo punto di appoggio ma è evidente che, una volta rodato, potrà spostarsi in più zone. Questa forma di consegna manderà in pensione il golf car con le bottigliette d’acqua che gira sul King’s Walk.

A gestire l’intera filiera è la FlyTrex, azienda israeliana di logistica aerea. “In qualsiasi punto del campo ti trovi – ha raccontato il ceo Yariv Bash alla CNN – cibo o acqua ti raggiungeranno. Perché fare la coda in un punto ristoro?”. Il gruppo non è nuovo a iniziative del genere avendo portato per esempio materiali di prima necessità e cibo in Islanda. Secondo CNN l’iniziativa può funzionare negli Stati Uniti. Anzi: potrebbe diventare uno di quei plus in grado di fermare l’emorragia di campi a 18 buche (dal 2007 ad oggi sono scesi del 7%).

Il drone del golf nella Sili-drone Valley

Il drone del golf in volo

Il drone del golf in volo

Il progetto, come spiegato, è in fase sperimentale: dopo le sei settimane di test, si valuteranno i risultati e, nel caso, si chiederà il permesso di solcare i cieli in modo continuativo. Un drone-cameriere senza il controllo umano rappresenta pur sempre una questione di sicurezza pubblica.

Siccome nulla accade per caso (o quasi) gli israeliani hanno scelto il campo di Grand Forks perché in quella zona si concentra un alto numero di aziende internazionali che progettano e realizzano velivoli senza pilota. Quella zona è chiamata la Sili-drone Valley con tanto di base Air Force specializzata in missione di droni e un corso dedicato all’università locale.

Ah dimenticavo: per ragioni di sicurezza (sua), il drone del golf volerà tra i sessanta e i novanta metri d’altezza per poi scendere fino a 15 durante la consegna. Non sia mai che qualche giocatore – assetato –  spedisca la pallina da quelle parti…

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