Golf senza età: dalla hole-in-one a 93 anni alle lezioni in una casa di riposo

E’ proprio vero: il golf spesso ti allunga la vita. Lo dimostrano due storie che arrivano da Stati Uniti e Italia con protagonisti un vecchio golfista e futuri giocatori in terza età: in Ohio un 93enne ha realizzato la sua prima hole-in-one, a Venezia nasce il primo corso di golf in una residenza per anziani. Insomma, un golf senza età.

Golf senza età.

Golf senza età.

Il primo si chiama Ben Bender, gioca da settant’anni e non ha mai imbucato al volo prima d’ora. Sono molti i golfisti che non hanno mai provato il brivido di una hole-in-one ma provate a pensare quanti possano essere settant’anni sui fairways senza quella soddisfazione. Un’eternità in pratica. E nelle pieghe di quest’eternità Ben ha azzeccato il colpo giusto in uno dei suoi ultimi giri, imbucando la buca 3 del Green Valley Golf Course, a Zanesville. “Gioco da quando avevo 28 anni, sono stato 3 di handicap e sapevo di non poter praticare questo sport all’infinito. Ora mi sono tolto questa soddisfazione” ha detto rientrando in clubhouse, raggiante come non mai.

Golf senza età: le lezioni a Venezia

Chissà se ci sarà un Ben Bender tra gli ospiti della Residenza Venezia. La struttura per anziani ospita sabato 19 maggio il primo corso di mini golf per la terza età. Certo, si comincia col mini golf per poi magari qualche toccata e fuga in un campo pratica vero. Il progetto, promosso da Orpea Italia, rappresenta molto di più di una semplice attività sportiva: si tratta di progetto di riabilitazione fisica e psicologica che prevede la partecipazione di un’equipe multidisciplinare. Si va dal fisioterapista allo psicologo, dal medico all’educatrice, con la collaborazione e la supervisione della maestra di golf Valeria Tandrini del Golf Club Villa Condulmer. L’iniziativa vuole reinterpretare questo sport per renderlo accessibile anche ad anziani con disabilità e trasformarlo in terapia per curare corpo, mente e spirito.

La promessa, dicono gli esperti, non è solo quella di promuovere uno sport dai molteplici benefici. Si punta invece a favorire la cultura sportiva, stabilizzare l’umore d e diminuire lo stress, rafforzare socialità, senso di appartenenza e fiducia in se stessi, riattivare attenzione e concentrazione.

Da metà maggio e per tutto il periodo estivo sono in calendario le lezioni dedicate ai pazienti della struttura che, a seguito di una preliminare valutazione fisioterapica, siano risultati idonei alla pratica dell’attività. A turno, gli anziani giocatori si cimenteranno tra tiri e buche sotto la supervisione di un insegnante ogni volta diverso. E magari si faranno immortalare in un selfie.

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