Renato Paratore: giocare sul PGA Tour e la Ryder a Roma i miei sogni nella sacca

Luca Brusorio, appassionato e conoscitore di golf, ha inviato a “Golfando” quest’intervista a Renato Paratore, la più grande speranza azzurra del momento.


“Il suo talento era naturale come il disegno tracciato dalla polvere sulle ali di una farfalla”.

Da Ernest Hemingway a Renato Paratore. Dallo scrittore e giornalista statunitense passato alla storia della letteratura a un giovane talento italiano. In comune hanno entrambi l’analogo stereotipo dell’uomo comune di “Generazione perdute”. Il primo perché veniva da una comunità di espatriati americani a Parigi durante gli Anni Venti, il secondo per la giovane età con la quale approda nel mondo dei professionisti: Paratore è un ragazzo classe 1996 che tramite la sua tenacia e forza di volontà si sta facendo un nome tra i grandi del mondo del golf.

ABU DHABI – Renato Paratore

Parlare e strappare qualche pensiero a Renato è un onore: in primis perché già la sua umiltà e timidezza in certi sensi è disarmante, poi perché scoprire come ragiona un così giovane talento può solamente essere un ottimo esempio da seguire, a partire da chi sogna oggi i suoi traguardi allenandosi tutti i giorni in campo pratica.

Domanda scontata: come hai scoperto il golf?
“Mi sono avvicinato al golf andando a seguire per caso un sabato un amico di mia madre e da quel giorno ho provato e mi è piaciuto subito”.

Una risposta disarmante, un ragazzo di pochissime parole ma con un’umiltà fuori dal comune.
Cosa è cambiato in te dal primo successo nel 2013 (i quarti di finale dell’Amateur Championship) ad oggi? 
“Da quel risultato in poi ho iniziato a giocare molto bene fino ad oggi, consentendomi così il passaggio al mondo del professionismo sportivo”.Renato Paratore

Dal 2014 ad oggi sono passati quasi tre anni, nei quali Paratore ha ottenuto la carta per lo European Tour. Cercando di strappargli qualche parola di bocca chiedo che emozioni ha provato nel ritrovarsi, così giovane, proiettato in questa nuova realtà:
Quella gara è stata un’emozione incredibile, perché mi ha permesso di accedere all’European Tour da subito, giocare con i professionisti è molto bello perche bisogna affrontare subito un gran livello di gioco e ti spinge sempre a migliorare”.

Per chi non lo sappia ancora, Renato e seguito dal maestro Alessandro Bandini.
Ho un bel rapporto con lui e ci sentiamo spesso. Più o meno mi segue per dieci gare l’anno quando riesce e per quanto riguarda il tipo di gioco, sono un giocatore abbastanza lungo con un buon recupero intorno ai green

Sempre nel 2014 il nostro Renato, ha vinto la medaglia d’oro olimpica, nei Giochi Giovanili: “La vittoria alle Olimpiadi giovanili è stata indimenticabile…Di sicuro una delle esperienze più belle di sempre, soprattutto sul podio con l’inno Italiano è stato incredibile”.

Da poco concluso il 73° Open d’Italia … “ Di sicuro speravo in un piazzamento migliore, però alla fine il gioco è stato positivo riuscendo anche a passare il taglio”.

Non ci resta che chiedergli che sogni ha nel cassetto e quali sono i progetti per il suo futuro.. “Il progetto sarà in futuro di giocare sul Pga Tour, perché mi piacciono molto i campi americani…Per quanto riguarda il sogno è naturalmente quello di giocare la Ryder Cup a Roma nel 2022”.

Intervista a cura di Luca Brusorio

L’INTERVISTA PRECEDENTE – TULLIA CALZAVARA

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