Francesco Molinari ammesso al British Open

The Memorial Tournament Presented By Nationwide - Round Four

Francesco Molinari al Memorial Tournament

Una bella notizia per il golf italiano: Francesco Molinari è stato ammesso al British Open, il major per eccellenza del circuito mondiale. Una sorta di Wimbledon, nel tempio di questo sport, S.Andrews. Oltre al torinese ripescati anche David Lingmerth, Matt Jones, Tim Clark, Harris English e la matricola PGA Daniel Berger. Continua a leggere

Al Travelers ottavo titolo per Bubba Watson

Bubba Watson ha vinto il suo ottavo titolo nel circuito: lo ha fatto conquistando con 264 colpi il Travelers Championship (PGA Tour) disputato a Cromwell nel Connecticut.  La vittoria è arrivata dopo due buche di playoff con Paul Casey che lo ha agganciato in extremis con un gran finale. Ha mancato lo spareggio per un colpo Brian Harman, terzo con 265 (-15) dopo essere partito da leader per il turno conclusivo. Francesco Molinari si è classificato 25° con 273 colpi che ha ottenuto 41.234 dollari e si trova all’85° posto con 886.563 dollari nella money list, dominata da Spieth ($ 7.863.838).

Travelers Championship - Final Round

Bubba Watson nel giro finale al Travelers (Afp)

Watson, 37enne di Bagdad (Florida) ha alle spalle anche due Major (Masters 2012 e 2014) e il Travelers  gli ha portato in  dote 1.152.000 dollari su un montepremi di 6.400.000 dollari. Dal 2010 solo Rory McIlroy ha più vittorie (11) di lui nel PGA Tour.

Watson ha iniziato con due birdie, sorpassando Harman che è andato subito in difficoltà, poi con un eagle alla buca 13 è sembrato aver chiuso il conto. Non l’ha pensata allo stesso modo Casey, che dopo un eagle e un birdie in 13 buche ha attaccato: Il primo birdie è stato vanificato da un bogey, poi ne ha infilati altri due (65, -5) e sul secondo, alla buca 17, Watson gli ha dato una mano con un bogey facendosi raggiungere (67, -3). Dopo la prima buca di spareggio con il par di entrambi, alla seconda Watson ha siglato il secondo successo stagionale mettendo la palla a segno per il birdie da circa quattro metri.

Le parole di Bubba – “Ho dimostrato a me stesso – ha detto Watson – che pur avendo quasi rovinato tutto alla buca 17, avrei potuto vincere lo stesso nel playoff. Dovevo solo mantenere la concentrazione e continuare a giocare come avevo fatto fino a quel momento. Ed è esattamente quello che è accaduto”.

Crisi diplomatica tra Svizzera e Venezuela: tutta colpa di una pallina da golf

Incidente diplomatico in vista tra Venezuela e Svizzera. Le feluche transalpine sono sul piede di guerra e sembrano intenzionate ad andare fino in fondo visto che a loro dire Caracas violerebbe la Convenzione di Vienna sulle relazione diplomatiche del 18 aprile 1961. Visto che non si tratta di due nazioni proprio confinanti quale sarà l’oggetto del contendere? Una pallina da golf. La sede dell’ambasciata elvetica in Venezuela – come quelle di altri Paesi – è stata costruita nei pressi del Caracas Country Club che, tra discipline evidentemente meno guerrafondaie come tennis ed equitazione, annovera il anche golf. La Svizzera non vuole che palline venezuelane finiscano entro il perimetro della sua ambasciata considerato territorio elvetico a tutti gli effetti in base al principio internazionale dell’extraterritorialità.

Il cartello che avvisa i golfisti

In pratica, un tee shot sbagliato sulla buca 3 di Caracas è considerato un pericolo per un qualsiasi angolo di Svizzera, Cantone o pampa che sia.

Golfista avvisato, mezzo salvato: i diplomatici hanno affisso un eloquente cartello vicino alla suddetta buca 3 dove si legge “Estimado golfista… tirare palline in questo sito è un pericolo per chiunque sia in territorio svizzero e considereremo una violazione dell’art.30 della Convenzione se una pallina dovesse ferire o uccidere una qualsiasi persona in territorio svizzero”. Il primo comma del citato articolo recita che “la dimora privata dell’agente diplomatico gode della medesima inviolabilità e protezione delle stanze della missione” Continua a leggere

Ryder Cup 2022 in Italia: ecco il sito Web

Si torna a parlare di Ryder Cup e di Ryder Cup in Italia: la Federazione ha messo in Rete una piattaforma multimediale per far conoscere a tutti lo stato di “avanzamento dei lavori” e raccogliere il parere degli utenti. Digitando italy2022.rome.com si potrà vedere il video ufficiale nel dossier presentato al Bid Management Team della Ryder Cup oppure l’information pack, il documento che consente di conoscere più nel dettaglio i motivi e le opportunità di ospitare a Roma un evento di questa importanza.

Ryder Cup 2022

Una schermata del sito

In Rete la storia della competizione che mette di fronte due mondi di golf e anche le caratteristiche tecniche del campo prescelto, il Marco Simone Golf & Country Club già sede dell’Open d’Italia e di competizioni internazionali.

L’aspetto più coinvolgente è senza dubbio l’interattività. Oltre al… Continua a leggere

Us Open, vince ancora Jordan Spieth Molinari chiude 27esimo

Il golf statunitense ha un nuovo re: proprio quando sembra eclissarsi la stella di Tiger Woods, si accende quella di Jordan Spieth, vincitore dello Us Open dopo aver vinto anche il Masters. Spieth ha trionfato con 275 colpi (-5), dopo un convulso ed emozionante finale staccando di un solo colpo sia Dustin Johnson che Louis Oosthuizen..

Al quarto posto con 277 (-3) Branden Grace, Cameron Smith e Adam Scott, rinvenuto dal 19° con un 64 (-6 con sei birdie) miglior score in assoluto del torneo e quasi un miracolo su un campo assolutamente ostico. Molinari si è classificato al 27esimo posto (+5). Decimo McIlroy che ha fatto fuochi d’artificio nel giro finale e a un certo punto è stato ad un passo dai primi. Ha ricevuto un assegno di 1.800.000 dollari su un montepremi di  nove milioni di dollari e ha consolidato la sua posizione di leader nella money list statunitense con 6.063.838 dollari.  Nel world ranking, secondo con 11.06 punti,  ha ridotto  notevolmente le distanze da Rory McIlroy (p. 12,77).

U.S. Open - Final Round

Jordan Spieth vince lo Us Open

LE PAROLE DI SPIETH – “E’ difficile dire cosa provo in questo momento. Sono stupito che non si debba giocare domani, perché ritenevo che Johnson potesse segnare il birdie per lo spareggio. Sull’ultima buca ho pensato che dovevo darmi ancora una possibilità. Per farlo avrei dovuto effettuare un bel drive e l’ho eseguito. Anzi, non potevo collocare la palla in un posto migliore.

Poi al momento del putt mi sono detto che i grandi campioni non lasciano la palla corta. Quando ho finito il giro speravo solo di poter andare al playoff. Cosa significa per me questo successo? Non lo so ancora, non riesco a capacitarmi di quanto mi è accaduto. Sono riuscito ad alzare un trofeo che alla buca 17 pensavo di aver perduto. E’ veramente incredibile”.

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Us Open, tutte le foto del terzo giorno Quattro al comando, Molinari 19esimo

E’ un quartetto di tutto rispetto a guidare lo Us Open sulla partenza del quarto giro: a Chambers Bay in testa con 206 colpi (-4) ci sono Jordan Spieth (68 67 71), Dustin Johnson (65 71 70), Jason Day (68 70 68) e Branden Grace (69 67 70). Staccati J. B. Holmes, Louis Oosthuizen, Cameron Smith e Shane Lowry, quinti con 209 (-1). Molinari è 19esimo con 213 (68 73 72, +3) e ha guadagnato due posizioni nel 115° US Open. Ha perso terreno Patrick Reed, leader insieme a Spieth dopo due giri e ora al nono posto con 211 (+1), dopo un 76 (+6), affiancato dallo svedese Henrik Stenson. In recupero, peraltro tardivo, il sudafricano Charl Schwartzel, da 35° a 15° con 212 (+2), e  Rory McIlroy, da 44° a 25° con 214 (72 72 70, +4), che – grande favorito insieme a Spieth – si avvia comunque verso un risultato deludente. Continua a leggere

Us Open, è golf o paesaggio lunare? FOTO In testa volano Spieth e Reed

Francesco Molinari ha rallentato il ritmo e con un parziale di 73 colpi (+3)  e lo score di 141 (+1) è arretrato dal settimo al 21° posto nel secondo giro dello US Open. Al comando con 135 (-5) Jordan Spieth e Patrick Reed che hanno un colpo di vantaggio sul sudafricano Branden Grace e su Dustin Johnson (136, -4). Da segnalare che Jason Day ha accusato vertigini sull’ultima buca, diagnosticate da sanitari come un problema all’orecchio. Ma quello dell’australiano non è l’unico disagio dell’edizione 2015 del major: nel mirino il percorso scelto, caratterizzato da decine di bunker e poco fairway verde. Chambers Bay sorge infatti su una ex cava di sabbia e ghiaia, nei pressi di Tacoma (Washington). Vi passa ancora la ferrovia e la vista è da cartolina, sulla stretto di Puget. Ha un solo albero.

Sergio Garcia alla buca 14

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Us Open 2015, ecco le foto del primo giorno In testa Johnson e Stenson, ok Molinari

US OPEN - Martin Kaymer

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Martin Kaymer al tee shot della 4 a Chambers Bay

Sono Dustin Johnson e Henrik Stenson i battistrada dopo il primo giro dello Us Open: entrambi hanno chiuso a -5 al Chambers Bay Golf Club (par 70). Bene Chicco Molinari, al settimo posto con 68 (-2) colpi. Meglio di lui hanno fatto solo Patrick Reed, Matt Kuchar, Ben Martin e Chad Campbell. Hanno lo stesso score di Molinari anche Jordan Spieth e l’australiano Jason Day e un colpo in più Phil Mickelson, nono con 69 (-1). Inizio in sordina per Rory McIlroy,  per  Martin Kaymer, campione uscente, 52.e con 72 (+2), e pessimo per Tiger Woods, 152° con 80 (+10).

Johnson ha realizzato sei birdie e un bogey e Stenson ha tenuto lo stesso ritmo, ma con sette birdie e due bogey. Mickelson ha guadagnato un colpo sul par con quattro birdie e tre bogey, mentre McIlroy è andato in passivo con due birdie e quattro bogey, e Kaymer lo ha imitato, ma con un andamento da montagne russe mettendo insieme un eagle, un birdie, tre bogey e un doppio bogey. Continua a leggere

Us Open: McIlroy e Spieth sono i favoriti Torna Chicco Molinari: per lui major n.25

U.S. Open - Preview Day 3

US Open – Il foglio delle firme

E’ il giorno dello Us Open: al Chambers Bay Golf (Washington) prende il via il secondo major della stagione con nove milioni di dollari di montepremi e un solo italiano in campo, Francesco Molinari. Chicco gioca il suo 25esimo major in carriera, dopo aver saltato il Masters in quanto (all’epoca) fuori dai primi cinquanta del mondo: per le statistiche sarà alla settima presenza nell’US Open, dopo cinque nel Masters, sette nell’Open Championship e sei nel PGA Championship.

Campione uscente – Difende il titolo Martin Kaymer, ma i grandi favoriti sono naturalmente Rory McIlroy e Jordan Spieth. Un gradino sotto Jim Furik. Ennesima chance per Tiger Woods (oggi numero 195 al mondo). Nella lista dei candidati al titolo trova sempre posto Phil Mickelson. Da seguire Bubba Watson, Dustin Johnson, Rickie Fowler, Keegan Bradley, Patrick Reed, Zach Johnson, Matt Kuchar, l’inglese Justin Rose e il giapponese Hideki Matsuyama. Continua a leggere

Rocca Day, golf di passione e semplicità

di Sauro Legramandi

Prendete il golf esasperato e milionario che vediamo ogni fine settimana in tv. Prendete il braccino che viene quando ci si addressa per il colpo decisivo al fine di abbassare l’handicap o di scampare dalla virgola. Prendete e cancellate tutto questo: all’Albenza lunedì 15 giugno si respirava tutt’altra aria. E dire che non era una gara come le altre perché si giocava sotto gli occhi del più grande professionista che l’Italia abbia mai avuto.

Costantino Rocca

Rocca infossa la pallina prima di uscire dal bunker col ferro 6

Eppure Costantino Rocca ha confermato ancora una volta quel suo pregio riconosciuto moltissimo in tutto il mondo e non ancora apprezzato fino in fondo da noi: è il campione dal volto umano, capace di mettere a proprio agio anche chi non ha mai preso una mazza da golf in mano. E’ stato questo il bello del Rocca Day 2015, una giornata di sport e semplicità nel verde orobico tra centosessanta giocatori provenienti da tutta Italia non per la gara ma per stringere la mano al “Tino” e magari scattare una foto ricordo. Molti gli amici personali del golfista (sportivamente nato proprio all’Albenza) e della sua famiglia, molti i vip (gli ex calciatori Cesare Prandelli e Albertino Bigon, il discesista Much Mair, il giornalista Massimo De Luca, il cuoco Giancarlo Morelli…) e molti appassionati

E lui non si è mai tirato indietro, iniziando dal campo pratica dove ha mostrato l’evoluzione del ferro 6. Ossia a parità di movimento e di forza quanto ha influito in questi decenni lo sviluppo della tecnologia. Rocca ha tirato prima con un Wilson, quindi con un Cleveland e ora con un Titleist: ogni colpo ha guadagnato metri su metri.

Tra un tiro e l’altro anedotti di vita vissuta proprio su quel campo pratica dove lui giocava di nascosto di notte con un tondino adattato a mazza. Quindi altri insegnamenti sul putting green (“meglio praticare la lunga distanza che la breve” spiega) e qualche colpo da istrione uscendo alla grande dal bunker col ferro 6 dopo aver infossato la pallina con i piedi. Continua a leggere